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Siamo lieti di annunciare che il romanzo Le ripetizioni (Marsilio) di Giulio Mozzi è stato proposto per la LXXV edizione del Premio Strega da Pietro Gibellini con la seguente motivazione:
 
«Questo libro di Giulio Mozzi è un romanzo che riesce a coinvolgere e a parlare di noi, senza che l’autore passi, come accade spesso nella narrativa contemporanea, attraverso la cronaca. Il legame che ci connette l’uno l’altro, racconta Mozzi, è una particolare forma di violenza, interna alla nostra coscienza: può sfociare nel gesto aggressivo o imboccare il sentiero dell’amore. Il romanzo di Mozzi è infatti un romanzo di amore e violenza, di tradimento e di quelle «ripetizioni» che danno, a ciascuno di noi, il senso della realtà. Con un linguaggio e suggestivo e preciso al tempo stesso, l’autore conduce Mario, il suo protagonista, attraverso avventure in parte sospese tra realtà e immaginazione, che lo portano a sfiorare vite strane e misteriose di personaggi senza nome: il Grande Artista Sconosciuto, il Terrorista Internazionale, il Martellatore di Frati, il Capufficio… Mario li contempla come enigmi incomprensibili e rivelatori. Arrivando, nell’ultima pagina, a una sgomentante conclusione: non farà nulla. Della propria vita né delle proprie storie.
Propongo il romanzo di Mozzi per l’originalità tematica, stilistica e ideologica. A differenza di tanta narrativa che corteggia il bene astratto e la quiete consolatoria, raccontare del male e del disordine che si annida in ciascuno di noi significa indagare la nostra possibilità di redenzione e speranza...»

Qui la scheda del libro. 

In prima serata su Rai1 dal 21 febbraio, per la regia di Luca Miniero (una produzione Bibi Film e Zocotoco (Angelo Barbagallo e Zingaretti), con Rai Fiction) Luisa Ranieri interpreta Lolita Lobosco, protagonista della omonima serie di libri della scrittrice barese Gabriella Genisi, creatrice del personaggio del vicequestore Lobosco, una delle prime donne commissario della letteratura noir italiana, protagonista di otto gialli ambientati a Bari e pubblicati da Sonzogno e Marsilio: La circonferenza delle arance (2010), seguito da Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020).
Nel cast, con Luisa Ranieri, Filippo Scicchitano, Giovanni Ludeno, Jacopo Cullin, Bianca Nappi, e ancora Ninni Bruschetta e la partecipazione di Lunetta Savino.

 
 


 
Mai più sola nel bosco di Simona Vinci, edito da Marsilio, vince la 36^ Edizione  del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice Rapallo 2020.
Nella votazione congiunta della Giuria Tecnica, presieduta da Elvio Guagnini, e della Giuria Popolare, costituita quest’anno da una selezione degli studenti, coi relativi professori, degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore di Rapallo Da Vigo-Nicoloso e Liceti, Simona Vinci ha superato con ventisei voti Melania G. Mazzucco, che ha ottenuto diciassette voti con “L’Architettrice” (Einaudi) e Silvia Ballestra, autrice del romanzo “La nuova Stagione” (Bompiani), alla quale sono andati sei voti.
 
Nella terna finalista il libro è stato scelto tra le ottantuno opere in concorso dalla Giuria dei critici, riunita in videoconferenza per l’emergenza Covid-19, composta da Elvio Guagnini (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Francesco De Nicola, Chiara Gamberale, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni (Coordinatore responsabile del Premio) con la seguente motivazione:
 
«È un libro di grande originalità, questo, di una scrittrice che ha al proprio attivo un grande numero di testi narrativi (racconti e romanzi), pagine autobiografiche, per il pubblico giovanile, per il teatro, collaborazioni giornalistiche, radiofoniche, televisive. Queste pagine di Simona Vinci, che nascono dal racconto di come è stata vissuta un’opera che si è rivelata fondamentale per l’autrice, sono – insieme - racconto, studio, saggio, anche narrazione autobiografica. A partire da suggestioni personali evocate nell’autrice dalla lettura delle fiabe dei fratelli Grimm, il libro è pure un’esplorazione del mondo della fiaba, della sua natura e delle sue funzioni, dei suoi incanti e orrori, dei misteri e delle paure suscitate dalle storie narrate. “Mai più sola nel bosco” è un ‘opera ricca di notizie e riflessioni sull’opera dei fratelli Grimm e sulla sua fortuna; e – inoltre – un racconto di emozioni personali dell’autrice e della sua viva e acuta sensibilità.»
 
La cerimonia si è svolta in video-conferenza in collegamento con il Salone Consiliare del Comune di Rapallo, dove si trovavano in presenza il Sindaco dott. Carlo Bagnasco e il Presidente del Consiglio Comunale avv. Mentore Campodonico, unitamente al Coordinatore del Premio Pier Antonio Zannoni, agli addetti ai lavori e a una rappresentanza degli studenti che hanno dato vita alla Giuria Popolare.
Due studentesse hanno parlato con entusiasmo della loro esperienza, con acute osservazioni sui libri dati loro in lettura.
Alla cerimonia hanno partecipato anche le scrittrici vincitrici dei premi collaterali: Romana Petri che ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria intitolato ad Anna Maria Ortese per il romanzo “Figlio del lupo” (Mondadori) e Irene Salvatori, alla quale è stato assegnato il Premio Opera Prima per il romanzo “Non è vero che non siamo stati felici” (Bollati Boringhieri).
Il Sindaco dott. Carlo Bagnasco si è rallegrato per questa edizione del Premio, alla quale hanno partecipato ottantuno scrittrici, andata in porto nonostante le difficoltà provocate dalla pandemia.
In chiusura, il Presidente del Consiglio Comunale, avv. Mentore Campodonico, ha annunciato che presto sarà bandita la prossima edizione del Premio, la 37°, augurandosi che possa svolgersi in condizioni di normalità, per concludersi nel mese di settembre con il ritorno a Villa Tigullio.

La Giuria Letteraria del Premio Giorgio Scerbanenco, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente) e Alessandra Calanchi, Alessandra Tedesco, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola ha deciso all’unanimità di attribuire il Premio Giorgio Scerbanenco 2020 a Nero come la notte, di Tullio Avoledo
con la seguente motivazione:
 
"Per essere riuscito a costruire, attraverso l’ibridazione tra noir e distopia, una storia che racconta con realismo politico il paesaggio post industriale del Nord Est, affrontando i temi dell’immigrazione, della clandestinità e dell’emarginazione,  grazie a una scrittura che richiama felicemente la tradizione dell’hardboiled."
 

 
La Fondazione Gianni Pellicani ridefinisce i propri organi statutari e chiama Emanuela Bassetti alla Presidenza. Termina così un lungo periodo di transizione, iniziato due anni fa con la scomparsa di Cesare De Michelis.

La scelta della famiglia Pellicani di nominare Emanuela Bassetti quale Presidente, riconoscendo il suo lavoro al servizio della città attraverso le attività svolte in Marsilio, Civita Tre Venezie e Fondazione di Venezia, garantisce da un lato il mantenimento di un forte legame con la figura di Gianni Pellicani e con il progetto originario della Fondazione; dall'altro introduce elementi di innovazione alle attività della Fondazione stessa, anche in un momento così complicato come quello che stiamo attraversando. Rientra, inoltre, a far parte del CDA Massimo Cacciari, dopo essere stato il Presidente della Fondazione Gianni Pellicani per numerosi anni.

Fanno inoltre parte del Consiglio fin dalla nascita della Fondazione i rappresentanti di Comune, Fondazione di Venezia, Università Ca' Foscari, IUAV e Città Metropolitana.
 
“Sono onorata di essere stata eletta Presidente della Fondazione” ha detto Emanuela Bassetti, “un incarico che mi appresto a svolgere dopo Cesare De Michelis, che molto si è impegnato per valorizzarne al meglio le sue molteplici attività. Per parte mia vorrei proseguire sulla strada intrapresa accentuandone tre aspetti: il ruolo con il territorio e la Città di Venezia, facendo sinergia con le realtà culturali più qualificate, l’importanza di approfondire il tema della “grande politica novecentesca” con un collegamento diretto con M9 inteso come casa del Novecento italiano, il Festival della Politica come occasione di incontro e dibattito tra punti di vista e saperi diversi, anche  conflittuali tra di loro, mettendo a disposizione la rete di autori e contatti Marsilio e Feltrinelli”.
 
“Torno a far parte del CDA della Fondazione Gianni Pellicani” ha detto Massimo Cacciari, “anche se in realtà non ho mai smesso di lavorare per la Fondazione in questi anni. Ho accettato per sottolineare l'importanza della scelta di indicare Emanuela Bassetti alla guida della Fondazione, che consentirà di consolidare e sviluppare i rapporti con le istituzioni cittadine e rilanciare il piano delle attività, in particolare il Festival della Politica che nei prossimi giorni proponiamo in streaming, ma che già l'anno prossimo riproporremo nelle piazze della città, con un progetto rinnovato”.
 
“Mi fa molto piacere che Emanuela Bassetti sia la nostra nuova Presidente e che Massimo Cacciari torni nel CDA. Per la prima volta c'è una donna competente e di grande capacità in campo culturale alla guida della Fondazione. Un'occasione che ci consentirà di migliorare e sviluppare ulteriormente il campo delle attività” commenta il Segretario Nicola Pellicani. “Le iniziative della Fondazione non si fermano, anche in questo periodo così tormentato, in quanto sono convinto che sia importante lavorare con continuità proponendo progetti culturali di qualità, anche in questi mesi segnati dall'emergenza Covid-19. In attesa di poter tornare ad animare le piazze della città, il Festival online rappresenta un'occasione di approfondimento e di analisi sui grandi temi di attualità politica, coinvolgendo alcune delle principali personalità del nostro tempo. Come sempre i problemi verranno discussi in modo serio e approfondito, con l'unico obiettivo di offrire un contributo alla comprensione delle grandi trasformazioni in atto nel mondo”.
Immagina un anno con grandi autori e grandi libri. 200 pagine da scrivere ma soprattutto da leggere e conservare. Un vero e proprio libro da sfogliare e da scrivere, un’antologia per gli appassionati della lettura.
La potrai avere al prezzo di 4,90 € acquistando un libro del Gruppo editoriale Feltrinelli.
 
L’Agenda dei lettori Feltrinelli ci accompagnerà nel 2021 settimana dopo settimana con citazioni, pagine indimenticabili, fotografie storiche, copertine dei grandi classici e anniversari letterari. Le pagine più significative dei classici moderni e contemporanei, pubblicati dalla casa editrice Feltrinelli nella sua storia ultra sessantennale, scandiranno il prossimo anno con un passo riflessivo, sentimentale ma a tratti anche ironico e divertente.
Un’Agenda cartonata, settimanale, con sezioni dedicate ai calendari e agli appunti personali. 200 pagine da scrivere ma soprattutto da leggere e conservare.
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È partita la campagna dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e librai (ALI Confcommercio) per invitare i lettori ad andare in libreria il prima possibile, senza attendere le code di Natale.

“Nella situazione di incertezza che ci circonda invitiamo gli italiani a non aspettare l’ultimo momento. Novembre è il nuovo dicembre, per usare lo slogan di una felice campagna dei librai americani, ripresa anche nel Regno Unito e in Olanda – sottolineano insieme il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi e quello dell’Associazione Librai Italiani (ALI), Paolo Ambrosini – E questo invito agli italiani è ancora più urgente e sentito in questo momento difficile in cui torniamo a rivolgere il nostro appello a tutte le istituzioni: il libro non può essere considerato alla stregua di un semplice oggetto di consumo il cui acquisto è rinviabile, ma va ritenuto un bene essenziale, come già aveva indicato il governo nei decreti di aprile”.

Sostieni anche la lettura, scopri le novità Marsilio ed entra in libreria 😊

Puoi condividere l’invito sui social con l’hashtag #IlNataleIniziaInLibreria
Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo tra i 12 candidati alla LXXIV ediz​ione del Premio Strega!
 
«Pochi mesi ancora e Gesù manda sorellina» disse. La frase è l’ultima che conservo di una felicità in bilico. Il mio destino stava per cambiare, ma nessuno se ne accorgeva. In principio tutto era verbo: poesie, quaderni, libri, banchi, lavagne e alunni in abiti di carta crespa. Poi sopraggiunse il silenzio."

QUI la scheda del libro presentato dal Salvatore Silvano Nigro

 

Siamo lieti di annunciare che "Breve storia del mio silenzio" di Giuseppe Lupo è stato proposto per la LXXIV edizione del Premio Strega da Salvatore Silvano Nigro con la seguente motivazione:

«“Ho quattro anni”. Comincia così il romanzo. Con grande finezza letteraria, in una prosa nitida e fluente, Lupo scrive un’autobiografa delicatamente fabulosa inquietata da un “silenzio” che è trauma infantile di afasia, e poi, nel tempo, insidia persistente di un “male delle parole” e di una “inimicizia con il linguaggio”. Il libro è anche un romanzo di formazione: un’educazione alla scrittura letteraria al di là del “silenzio”; verso la scoperta della letteratura in quanto risorsa di “oblio”, nella quale “le immagini della memoria una volta fissate con le parole, si cancellano”, come scriveva Italo Calvino. La prosa è di un’accurata e morbida lentezza. I tempi della narrazione avanzano e retrocedono, per procedere ulteriormente. Così il racconto si stratifica, in quelle che l’autore più che stagioni chiama “ere”: essendo la vita simile a un palinsesto geologico. Il filo di ogni evento viene quindi ripreso in un altro tempo che, tornando indietro, riprende il bandolo e lo intrama. Lupo ha l’orecchio infallibile di un regista per l’opportunità delle entrate e delle uscite dei suoi personaggi, per l’apertura e la chiusura di ogni singolo episodio.»


 

In libreria per Marsilio Editori dal 20 febbraio Querida Amazonia, l'Esortazione post-sinodale di Papa Francesco, con il commento di padre Antonio Spadaro.
 
Un potente appello ecologista, un invito a prenderci cura del nostro pianeta e raccogliere il grido degli ultimi della terra.
 
«Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico è sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri» Papa Francesco
 
Il volume è arricchito da una guida alla lettura del direttore della Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, che presenta il documento, ne mostra i riferimenti e individua i temi centrali del messaggio che Francesco intende lanciare oggi alla Chiesa e al mondo laico. Come agire in difesa della nostra «casa comune», il pianeta? Cosa possiamo apprendere dalla sapienza ancestrale e millenaria dei popoli amazzonici, dal rispetto per le diversità e dall’attenzione alle culture tradizionali? Come vivere una vita in armonia con il mondo che ci circonda? E in che modo far coincidere giustizia ambientale e giustizia sociale? L’interpretazione di Spadaro è utile per cogliere la centralità di questa esortazione nel progetto di riforma spirituale che Francesco sta compiendo tra molte resistenze. Come il santo d’Assisi, egli intende «ricostruire» la Chiesa e proporre un «sogno sociale» ambizioso, consapevole che la salvezza del nostro pianeta esige «cambiamenti radicali e una nuova direzione che consenta di salvarlo».