La pubblicazione del quarto e ultimo volume della gigantesca opera di Hermann August Korff dedicata allo spirito dell’età di Goethe conclude un’impresa che nell’ambito dell’editoria italiana ha pochi precedenti: la disamina cui Korff sottopone il periodo che va all’incirca dal 1760 al 1830 è infatti talmente minuziosa e attenta da non lasciare nella sua analisi pressoché nulla di inevaso. In questo quarto volume (composto tra il 1940 e il 1943, terminato nel 1947 e pubblicato infine nel 1953), l’autore si concentra sul periodo conclusivo e, per molti aspetti, compiuto, del romanticismo tedesco. In particolare, vi troviamo due piccole monografie su Kleist e Hoffmann, veri e propri “medaglioni” esaustivi; un capitolo originale e molto importante dedicato alla “germanistica romantica”, tematica spesso trattata dagli studiosi soltanto ricorrendo a generici cenni e qui invece lungamente resa oggetto di attenzione; due capitoli, del pari molto fecondi, sui generi “dramma” e “novella”; e infine, dopo una riflessione ricca e ingegnosa dedicata soprattutto al teatro (con Werner quale figura centrale), un capitolo fondamentale sul cosiddetto “ultimo Goethe”, che fa il punto sugli esiti dell’incontro – centrale in tutti gli altri volumi – tra pensiero e poesia, tra filosofia e letteratura. Le considerazioni di Korff sul pensiero di Schopenhauer, romantico e antiromantico al contempo, rappresentano poi senz’altro uno dei contributi più originali di questo volume e di tutto il percorso compiuto dall’autore.