Rappresentante dell’espressionismo tedesco, ma con punti di contatto col futurismo italiano, Theodor Däubler fu poeta precoce con il suo componimento L’aurora boreale, ma anche autore di libri di poesie, novelle, critica d’arte contemporanea e traduttore. Il presente volume nasce proprio per contribuire a spiegare Däubler trattando i suoi svariati volti da angolature differenti: non solo i legami più noti con intellettuali tedeschi e italiani, quali Edschmid, Blei, Schmitt, Palazzeschi, Papini, Tavolato, ma anche le affinità con Kazantzakis; l’illustrazione chiara dell’Aurora boreale con la spiegazione delle scelte poetico-traduttive in italiano; il suo interesse per teosofia e spiritismo, ma anche per la scienza; la sua sensibilità per la musica e le arti visive, nel segno della simultaneità; la sua riflessione sul linguaggio, la creatività linguistica e le difficoltà traduttive; il suo afflato pacifista condiviso con il gruppo del Forte-Kreis; gli stretti legami con i maggiori rappresentanti del futurismo italiano e la sua attività di traduttore dall’italiano in tedesco.
Theodor Däubler fu poeta e scrittore annoverabile nella schiera degli espressionisti. Nato nella Trieste austroungarica del 1876 da padre svevo e madre della Slesia, poco più che ventenne si trasferisce a Vienna con la famiglia. Trascorre il resto della sua vita, prima di ammalarsi irrimediabilmente, da bohémien peregrinante: Parigi, Berlino, la stessa Vienna, Dresda, Firenze, Roma, Ginevra e Atene sono le principali città in cui sosta, frequentando i salotti più ambiti, nei quali viene invitato per la sua forza trascinatrice dovuta a un’inesauribile foga declamatoria, e intessendo relazioni intense con esponenti di spicco del mondo della letteratura, dell’arte e del pensiero politico e giuridico. Avvilito dalla sorte toccata alle proprie opere, tra le quali svetta Das Nordlicht, muore in un sanatorio della Foresta Nera, povero e dimenticato da tutti o quasi, nel 1934.