Storia del cinema giapponese del nuovo millennio

Storia del cinema giapponese del nuovo millennio

prefazione di

pp. 224, 1° ed.
978-88-297-1640-1
Con l’ingresso nel nuovo millennio il mondo cinematografico giapponese ha ampliato notevolmente il suo panorama, in particolare grazie alla diffusione definitiva del digitale e all’apertura del mercato interno rispetto alle produzioni indipendenti, confermando l’arcipelago tra i Paesi con il numero più alto di film distribuiti annualmente. A questo si aggiunge un’ibridazione sempre più capillare tra i differenti media, elemento di arricchimento costante e in continua evoluzione. La commistione tra linguaggi prima esclusivi del cinema, del fumetto, dell’animazione o dei videogame ha portato alla creazione di nuove tendenze espressive oggi molto amate in Occidente e ha al contempo permesso di aprire il mercato interno a varie cooperazioni internazionali. Il cinema si interroga sempre sulle problematiche della contemporaneità: molte opere, infatti, portano a galla istanze sociologiche di estrema rilevanza, dall’integrazione degli stranieri al senso di disadattamento dei giovani, alla necessità di ridefinire il ruolo della donna negli ambiti lavorativi e familiari. A tali tematiche dedicano gran parte del loro cinema alcuni registi oggi molto amati a livello internazionale, tra cui Miike Takashi, Sono Shion, Koreeda Hirokazu, Kitano Takeshi e Kurosawa Kiyoshi.
 
Dopo la Storia del cinema giapponese, il nuovo volume dedicato alla recente cinematografia nipponica, tra le più complesse e importanti del mondo.

Autore

 (1964-2026) ha insegnato Storia del cinema presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le massime specialiste internazionali di cinema giapponese, ha dedicato numerosi studi alle relazioni tra immaginario cinematografico, società e trasformazioni culturali in Giappone. Autrice di saggi e volumi fondamentali sulla cultura visiva contemporanea (tra cui la sua Storia del cinema giapponese), ha affiancato all’attività accademica quella di curatrice e divulgatrice. Per anni ha condotto un dialogo diretto e continuativo con Tsukamoto Shin’ya, di cui ha approfondito l’intera opera in chiave storico-critica attraverso ricerche e incontri istituzionali.