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Feliciano Benvenuti

Partecipazione e autonomie nella scienza amministrativa della repubblica

pp. 168, 1° ed.
978-88-317-1088-6
Non secondo nel metodo ad alcun altro amministrativista del dopoguerra, Feliciano Benvenuti (1916-1999), docente a Padova, Milano e Venezia, è stato nel merito l’unico che, muovendo dalla “funzione”, abbia interpretato il diritto positivo in termini di partecipazione al procedimento e parità nel processo; l’unico che fin dagli anni ’50 e ’60, nella indifferenza della “dottrina” per l’autonomia locale pur prescritta in Costituzione (art. 5), l’abbia invocata per i Comuni e le Province e soprattutto per le Regioni, attese dal 1948 e da istituire - spiegava - in modi non burocratici (come disporrà al contrario, dal 1970, la partitocrazia ormai incombente). Sarebbe ancora istruttivo in proposito il confronto dei riti 2011 del 150° con la dissacrante relazione Mito e realtà dell’ordinamento amministrativo italiano (1965, excursus 1969) del congresso del centenario dell’unificazione amministrativa, organizzato dall’Istituto milanese di cui era direttore scientifico il porfessor Benvenuti.

Autore

professore ordinario di storia delle istituzioni politiche all’Università di Bologna fino al 2010, è direttore scientifico dell’Isap (Milano). Fra le prime pubblicazioni: L’avvento della Regione in Italia (1967); La Presidenza del Consiglio dei ministri (1972). Fra le ultime: Forme di governo delle democrazie nascenti (2005); Le Costituzioni di democrazia (2008). Senatore della xiii legislatura ha dettato per la Costituzione inutilmente vigente che «La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato» (art. 114) e «I Comuni, le Province e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa» (art. 119).