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Le parole della nostra storia

Le parole della nostra storia

Perché il greco ci riguarda

pp. 320, 1° ed.
978-88-297-0275-6
È grazie ai greci che ancora oggi chiamiamo «mistero» ciò che non si può dire, «ateo» chi vive non credendo in Dio e «terapia» il prendersi cura di sé. Ma anche «eros», «psiche», «filosofia», «poesia», «musica», «teatro», «politica», «democrazia», «economia» sono parole che da secoli utilizziamo ogni giorno per esprimere amore, rabbia, o argomentare il nostro dissenso, e lo sono allo stesso modo parole cruciali dalla modernità come «nostalgia» e «utopia». È infatti al greco antico che ricorriamo quando dobbiamo dare un nome alla realtà che ci circonda. In un percorso a ritroso, grazie alla profonda conoscenza del mito e della cultura ellenica, Giorgio Ieranò accompagna il lettore alla scoperta di questo patrimonio linguistico e letterario di incomparabile ricchezza, e offre gli strumenti per capire come termini di cui talvolta ignoriamo il vero significato abbiano avuto una storia spesso avventurosa, che li ha portati ad assumere valori nel tempo nuovi e rivoluzionari, tracciando così nei secoli la geografia della nostra identità più profonda.

Autore

insegna Letteratura greca all’Università di Trento. Saggista e traduttore teatrale, si occupa in particolare di mitologia e di dramma antico. Tra i suoi libri: Arianna. Storia di un mito (2010),  La tragedia greca. Origini, storie, rinascite (2010), Arcipelago. Isole e miti del Mar Egeo (2018). Con Sonzogno ha pubblicato la serie di narrazioni mitologiche composta da Olympos (2011), Eroi (2013) e Gli eroi della guerra di Troia (2015) e Demoni, mostri e prodigi (2017). Collabora con La Stampa.