Piani di vita

Piani di vita


pp. 180, 1° ed.
978-88-317-2197-4
Tre vite si incrociano in un condominio alla periferia di Treviso: Marco, sceneggiatore quarantenne, viene da Roma per vendere l'appartamento del padre defunto; Fatima, giovane donna reclusa in casa, immagina di riscattare la miseria della sua vita con sogni febbrili ed estemporanei; Achmet, marito di Fatima, licenziato dalla fabbrica, tampona a stento una disperazione sempre più evidente. Fatima è innamorata di Marco - o almeno immagina di esserlo -, Marco è gay e non sospetta nulla, Achmet crede che Marco abbia molestato Fatima. In Piani di vita Alberto Garlini sembra dirci che in fondo una realtà, una realtà vera, non esiste; esistono le storie che raccontiamo e che ci raccontiamo per dare sfogo ai desideri o per tenere a bada i mostri; e se si incastrino con le storie che inventano i nostri prossimi, è tutto da vedere. Qualcosa di reale si manifesta però, incidentalmente - forse provvidenzialmente -, come un'illuminazione o un oggetto estraneo la cui imprevedibile presenza s'impone. In questo romanzo è un cucciolo di tigre, fuggito da un miserabile circo accampato a poca distanza dal condominio, simbolo tanto inquietante quanto rassicurante dell'esistenza di una vita vera.

Autore

 è nato a Parma nel 1969 e vive a Porcia, in provincia di Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità (Sironi 2002), Futbol bailado (Sironi 2004), Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori 2007), La legge dell’odio (Einaudi 2012), Piani di vita (Marsilio 2015), Il fratello unico (Mondadori 2017), Il fico di Betania (Aboca 2019), Il canto dell’ippopotamo (Mondadori 2019) e Il sole senz’ombra (Mondadori 2021). È curatore del festival letterario Pordenonelegge e presidente di giuria del Premio letterario Hemingway di Lignano Sabbiadoro. I suoi romanzi sono tradotti in diversi paesi europei.