Verso quale redenzione

Verso quale redenzione

Democrazia, letteratura e memoria dopo il fascismo

pp. 312, 1° ed.
9788829794669
Se c’è una questione che ancora oggi in Italia travalica i confini tra discorso pubblico e dibattito accademico, questa è la mancanza di una memoria condivisa del fascismo a cui possa far seguito una valutazione critica della sua eredità culturale. Verso quale redenzione si concentra sul periodo storico in cui tale disaccordo ha raggiunto l’apice: quello della transizione verso il post-fascismo, tra la caduta di Mussolini nel luglio del 1943 e la vittoria della Democrazia Cristiana sulle sinistre nelle elezioni del 1948. Franco Baldasso indica nelle pratiche letterarie dei primi anni del dopoguerra uno dei principali veicoli del dissenso intellettuale, gettando nuova luce sul ruolo delle politiche culturali del tempo nell’istituzionalizzare le memorie collettive e marginalizzare il disaccordo. Autori come Morante, Carlo Levi, Moravia, Saba, Flaiano e Malaparte, insieme ad altri oggi ingiustamente ritenuti di secondo piano come Berto, Brancati o Zincone, hanno al contrario concentrato la propria scrittura nel segnalare anche da opposte posizioni politiche le continuità culturali tra la nuova democrazia e il fascismo. Nei loro scritti hanno così rilevato come i pregiudizi sociali, razziali e di genere propri del regime totalitario fossero sopravvissuti alla sua fine istituzionale e alla morte di Mussolini.