Oketani Azami ha diciassette anni e vive a Ōsaka. Alta, capelli tinti di rosso, occhiali dalla montatura nera e spessa, apparecchio ai denti e cuffie calcate sulle orecchie. È una ragazza schiva e senza particolari ambizioni, con una sola passione: la musica, che è a tutti gli effetti la sua unica forma di sopravvivenza. Mentre fatica a orientarsi nel mondo, la musica supplisce alle relazioni, annienta i dispiaceri, riempie i vuoti, mitiga le aspettative, dissipa i dubbi. E, intanto, costruisce l’identità.
Dopo lo scioglimento della band in cui suona il basso, Azami si trova a fare i conti con una serie di esperienze che la mettono alla prova: amicizie instabili, tentativi di inserirsi in nuovi gruppi, relazioni ambigue e delusioni sentimentali. Davanti all’incertezza sul proprio destino, c’è sempre la musica ad accoglierla come un rifugio: abbandonandosi all’ascolto, Azami immagina altre vite e altri possibili sé, più sicuri e liberi, e la musica diventa l’unico scudo contro il rumore sgradevole del mondo, un’ancora di salvezza condivisa da milioni di persone.
Da una delle voci letterarie più iconiche del Giappone contemporaneo, un romanzo di formazione tenero e crudele, che racconta con ironia e autenticità il disorientamento di una generazione, sospesa tra passioni totalizzanti e incapacità di scegliere il proprio futuro; ragazze e ragazzi che devono fare i conti con il paradosso dell’indipendenza: il bisogno degli altri per diventare davvero se stessi. Una storia toccante e divertente che è anche un grido contro il bullismo e ogni forma di intolleranza verso la diversità; un inno alla voglia di giustizia contro l’egoismo dei più forti, accompagnato da un’indimenticabile colonna sonora punk-rock.