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Chi ti ama così

Chi ti ama così


pp. 112, 1° ed.
978-88-297-0912-0
«Quando ero nei campi di concentramento e nessuno veniva a liberarmi, mi chiedevo: come può il mondo essersi dimenticato di noi?». Appena dodicenne all’epoca della deportazione, Edith Bruck è fra i pochi superstiti dell’Olocausto, che come i messaggeri di Giobbe sono scampati per raccontare. Chi ti ama così è un romanzo autobiografico in cui il debito nei confronti del passato e del dolore non può dirsi mai saldato completamente. Un diario che attraversa il tempo, lo spazio e diverse lingue, dal quale emerge potente la voce di una donna che ha sentito il bisogno di ripercorrere la tragedia vissuta, per consegnarci intatti l’orrore ma anche la speranza di ritornare a vivere. «Ho incominciato a scrivere questo racconto autobiografico alla fine del 1945 in Ungheria, nella mia lingua. Ma durante la fuga in Cecoslovacchia persi il mio quaderno marrone che conteneva anche poesie scritte nell’infanzia e dedicate a mia madre. Ho cercato poi di riscriverlo più volte nei vari paesi dove sono stata. Solo a Roma, tra il 1958 e il 1959, sono riuscita a scriverlo fino in fondo in una lingua non mia».

Autore

è nata in Ungheria. Dopo essere stata deportata, ancora bambina, nei lager nazisti, ha vissuto in diversi paesi e dal 1954 abita a Roma. Autrice di romanzi, racconti, raccolte di poesia e di film, con Marsilio ha pubblicato Nuda proprietà (1993), L’attrice (1995), Il silenzio degli amanti (1997) e, nei tascabili, Signora Auschwitz (2014). Tra i suoi ultimi volumi: La rondine sul termosifone (2017) e Ti lascio dormire (2019). Ha ricevuto diversi premi letterari e le sue opere sono state tradotte in più lingue.