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Un paesaggio di ceneri

traduzione e cura di

pp. 176, 1° ed.
978-88-317-1803-5
Dalla figlia di Irène Némirovsky un romanzo intenso e toccante sulla tragedia della guerra e la forza dell’amicizia

«Un paesaggio di ceneri ci commuove non solo con la storia di una ragazzina ebrea esiliata da un posto all’altro, da una vita all’altra, ma anche grazie alla sobria delicatezza con cui tale storia è raccontata» Elie Wiesel


Nella Francia occupata dai nazisti, un giorno del 1942 Léa Lévy, di 5 anni, separata dai genitori, ebrei russi, nella speranza che così le sia più facile sfuggire alla deportazione, viene accolta in un collegio religioso della regione di Bordeaux. Testarda e ribelle, la bambina semina lo scompiglio, dando filo da torcere alle suore che la nascondono e proteggono. Sarà la grande amicizia che la lega a Bénédicte, di due anni più grande, ad aiutarla a evadere in un mondo infantile, lontano dalla violenza degli adulti.
Ad accomunare le due bambine, il pesante tormento di non sapere più nulla dei genitori scomparsi. Ma se alla Liberazione per l’una ogni cosa si chiarisce, tutto rimane immerso nella tenebra più fitta per l’altra, che niente e nessuno riuscirà a distogliere dalla sua ostinata ricerca della verità. Bénédicte si batterà per restituire un futuro a Léa. Ma quando l’identità di una ragazzina è stata distrutta, la sua coscienza saccheggiata e devastato il suo immaginario, è ancora possibile rinascere dalle proprie ceneri?
Salutato all’uscita in Francia nel 1996 come un avvenimento letterario, Un paesaggio di ceneri costituisce sotto molti aspetti il seguito ideale di Suite francese, il romanzo capolavoro di Irène Némirovsky, madre dell’autrice. Nella drammatica e struggente storia della piccola Léa si rispecchiano, trasfigurate in grande letteratura, le vicissitudini personali e famigliari della Gille.

«In fondo, quella bambina non sapeva niente di se stessa, niente delle proprie origini e della propria identità. Non era che terra bruciata, un paesaggio di ceneri»

Hanno scritto di Un paesaggio di ceneri:

«Elisabeth Gille ha creato uno dei più bei libri mai scritti sull’impossibilità di dimenticare e sull’inestinguibile dolore di chi sopravvive. Un romanzo che è già un classico» Vogue

«Un paesaggio di ceneri è uno di quei rari libri che ti cattura fin dalla prima pagina e ti resta dentro per molto tempo dopo che l’hai finito» Elle

Autore

, figlia di Michel Epstein e della scrittrice Irène Némirovsky, nasce a Parigi nel 1937. Nel 1942, prima la madre e poi il padre vengono arrestati e deportati ad Auschwitz, da dove non faranno mai ritorno. Il padre ha il tempo di affidare a Élisabeth e alla sorella maggiore Denise pochi effetti personali, tra cui il prezioso manoscritto inedito di Suite francese (che verrà dato alle stampe più di cinquant’anni dopo). Le due sorelle tra il 1943 e il 1945 imparano a vivere in clandestinità, sotto nomi falsi, nascoste tra cantine e collegi nella regione di Bordeaux. In seguito, Élisabeth Gille diventerà un’importante editor e pubblicherà tre libri, Mirador (Fazi, 2011), Le crabe sur la banquette arrière e Un paesaggio di ceneri, vincitore del Grand Prix des Lectrices di «Elle» e selezionato per tutti i più prestigiosi premi francesi, il Goncourt, il Médicis, il Fémina e il Renaudot. La Gille morirà di un tumore contro cui combatteva da tempo nel 1996, poche settimane dopo l’uscita di Un paesaggio di ceneri.