fbpx

Knulp

Knulp

Tre storie dalla vita di Knulp
a cura di

pp. 280, 2° ed.
978-88-317-5255-8
Scritto in due riprese, tra il 1908 e il 1915, anno della pubblicazione, il racconto Tre storie dalla vita di Knulp delinea con tratti nitidi e sottili un personaggio chiave nell'opera di Hesse, quello del vagabondo, discendente del viandante romantico, senza patria e senza stabili legami, perdigiorno e buono a nulla se osservato nell'ottica dei borghesi e sedentari, eppure inquieto e inquietante nell'essere instancabile messaggero di libertà e di nostalgia protesa ai miraggi del sogno e dell'impossibile. La figurina di Knulp, il cui sorriso anticipa la grazia malinconica dei vagabondi chapliniani, regna sovrana sulla via maestra, nel bosco e nei villaggi dove le sue rapide apparizioni squarciano le nubi della monotonia come una folata, morbida e improvvisa, di vento primaverile. Ma Knulp è mosso anche da un istinto tenace che lo spinge alla ricerca del passato, egli insegue, protetto da una maschera di gaia spensieratezza, il profilo sfuggente della memoria e dell'infanzia. La lancinante malinconia dell'ultimo capitolo mette a nudo una filigrana sfaccettata e complessa nel nucleo apparentemente omogeneo del vagabondo, proiettandone l'ombra, dal versante romantico originario, nella più frastagliata problematicità delle opere maggiori dove il personaggio del viandante-vagabondo incarnerà l'ansia di una ricerca assoluta, profetica e «sacra». Di tale centralità il racconto esprime l'acre e dolce dissonanza attraverso una gamma di modulazioni timbriche nelle quali si addensano e si dissolvono i colori delle stagioni, l'effimero sapore della gioia e la spina bruciante dei rimpianti. Tutto registrato su una pagina di calendario, bianca come la neve, dove l'arco fuggevole di un anno non sopravanza la linea della vita.

Autore

nasce a Calw (Württenberg) nel 1877. Il padre è un missionario pietista di origine baltica. Il suo esordio letterario cade alla fine del secolo, con una raccolta di liriche, ma la fama e il successo giungono con il romanzo autobiografico Peter Camenzind (1904), a cui fanno seguito Sotto la ruota (1906) e Gertrud (1910), oltre ad alcuni volumi di racconti. Nel 1912 si trasferisce con la famiglia a Berna, e, dopo la separazione dalla prima moglie, Maria Bernoulli, eleggerà a residenza Casa Camuzzi, a Montagnola, nel Canton Ticino, dove resterà sino alla morte avvenuta nel 1962. Rilevante l'incontro con Jung e la psicoanalisi che impronterà il romanzo Demian (1919). Il seguente ventennio è particolarmente produttivo e Casa Camuzzi diviene un punto di riferimento per intellettuali e scrittori. Durante gli anni del nazismo, mentre in Germania molti dei suoi libri vengono bruciati, Hesse riceve e ospita figure di primo piano tra gli intellettuali dell'emigrazione: tra questi, il giovane Peter Weiss. Appaiono L'ultima estate di Klingsor (1920), Siddharta (1922), Il lupo della steppa (1927), Narciso e Boccadoro (1930), Il pellegrinaggio in Oriente (1932), Il gioco delle perle di vetro (1943). Nel 1946 gli viene conferito il Premio Nobel.