Questo Natale ti aspetta in libreria Un regalo da favola!

Dal 15 novembre al 15 gennaio con 19€ di spesa in libri dei marchi Apogeo, Gribaudo, Feltrinelli Editore, Marsilio e Sonzogno in regalo Tutti i colori della Vita di Chiara Gamberale con le illustrazioni di Valeria Petrone.

Leggi il regolamento completo

Guarda il video di presentazione di Chiara Gamberale

Giovedì 20 settembre

Nel passaggio dagli anni sessanta agli anni settanta la poesia italiana attraversa mutamenti cruciali. La sua evoluzione, eterogenea e complessa, caratterizza la poesia di fine Novecento come uno dei campi di ricerca letteraria più dinamici e problematici in Italia.

"Poetiche e individui della letteratura circostante"
Maria Borio dialoga con Gianluigi Simonetti
presenta Roberto Cescon

Giovedì 20 settembre ore 16:30
La Libreria della poesia



Gli amori e le morti, i figli e le fughe, i divorzi e i tradimenti. Claudia Grendene racconta la vita di sette amici tra il 1993 e il 2013, nei vent'anni in cui in Italia e nel mondo è cambiato tutto.

"Paure, figli e fughe"
Claudia Grendene incontra Rossella Milone
presenta Nicola Gruarin

Giovedì 20 settembre ore 19:00
Ridotto del Teatro Verdi



 

Venerdì 21 settembre

Poldark. La serie che verrà
Incontro con Margherita Corsi e Masolino D’Amico. 
Introduce Elisabetta Pieretto
La proiezione in anteprima della terza stagione della serie TV "Poldark" - tratta dai romanzi di Winston Graham editi da Sonzogno e che in autunno andrà in onda su laF -, sarà l’occasione per un dialogo tra Masolino D’Amico e Margherita Corsi sul successo delle trasposizioni cinematografiche dei grandi romanzi, come nel caso di un classico della letteratura inglese quale Poldark.

Venerdì 21 settembre ore 21:00
Ridotto del Teatro Verdi

 


Sabato 22 settembre

«Un viaggio nella memoria che la presenza aleggiante di Proust autorizza e benedice». Ida Bozzi, Corriere della sera 

"Autofiction"
La commistione tra realtà biografica e finzione si presta a essere diversamente interpretata e diversamente dosata con risultati spesso sorprendenti.
Carlo Carabba ne discute con Emanuele Trevi
presenta Alberto Garlini

Sabato 22 settembre ore 15:30
Auditorium Istituto Vendramini



La nuda verità è un noir d'amore e di vendetta. Racconta i pazienti visti dal medico, la cura di un singolo visto dai protocolli collettivi, la malaumanità dentro e fuori le corsie ospedaliere dove «il dolore non è la misura dell'intelligenza».

"Distacco e verità"
Gaja Cenciarelli incontra Mary Barbara Tolusso
presenta Antonella Silvestrini

Sabato 22 settembre ore 17:00
Palazzo Montereale Mantica




Acclamato dalla stampa americana e da scrittori quali Jonathan Franzen ed Elisabeth Strout, L'amore al tempo degli scoiattoli mette in scena la storia di un fidanzamento in una commedia dolceamara che gioca con i tic e le nevrosi dell'american way of life.

"L'amore al tempo degli scoiattoli"
Incontro con Elisabeth McKenzie
Presenta Chiara Valerio

Sabato 22 settembre ore 19:00
Auditorium della Regione


 


Domenica 23 settembre

Pietro Spirito racconta di una donna che ricerca il proprio passato, perduto quarant'anni prima, in un campo profughi della Venezia Giulia, dove sua madre, per miseria e disperazione, l'ha venduta. Mentre Valentina D'Urbano racconta una storia d’amore e di ricerca di sé che si sviluppa su due piani temporali diversi. Due romanzi che esplorano l'identità che il passato ci cuce addosso.

"Il passato e la ricerca di sé"
Incontro con Valentina D'Urbano e Pietro Spirito
Presenta Gloria De Antoni

Domenica 23 settembre ore 10:30
Palazzo della Provincia


Passando per l'isola mitica di Avalon e ammettendo finalmente le donne alla tavola rotonda di Re Artù, Michela Murgia racconta il suo apprendistato intellettuale dall'infanzia in Sardegna alla vita di oggi.

"L'inferno è una buona memoria"
Visioni da Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley

Incontro con Michela Murgia
Presenta Chiara Valerio

Domenica 23 settembre ore 17:30
Spazio Ascotrade




A Pordenonelegge interviene inoltre Laura Pugno, il cui ultimo romanzo La metà di bosco è uscito prima dell'estate, che interviene agli incontri che da sempre Pordenonelegge dedica alla poesia.

PASSAPAROLA
LA NUOVA COLLANA MARSILIO
CHE FONDA UN GRUPPO DI LETTURA DI SCRITTORI E LETTORI

Leggere è un gesto infettivo. Un amico ci consiglia un libro e lo leggiamo. Un giornale recensisce un libro e lo compriamo. Che cosa
succede se è uno scrittore a consigliarci un libro?
Dall’incontro tra un libro e uno scrittore nasce PassaParola, la collana Marsilio che raccoglie brevi memoir di scrittori italiani che si
confrontano con un libro speciale, e dunque con le proprie ossessioni, con la propria biografia, vera o presunta, dando vita a un gruppo di
lettura che unisce lettori e scrittori.
 
Inaugurano la serie, in libreria dal 30 agosto 2018:
Michela Murgia, L’inferno è una buona memoria
Visioni da Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley
Lisa Ginzburg, Pura invenzione
Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley
Alessandro Giammei, Una serie ininterrotta di gesti riusciti
Esercizi su Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Giuseppe Lupo con "Gli anni del nostro incanto" ha vinto il Premio Letterario Viareggio Rèpaci, ex aequo nella sezione narrativa con Fabio Genovesi

Venezia, 10 agosto 2018 – Diamo il triste annuncio che è mancato oggi Cesare De Michelis, fondatore e presidente di Marsilio Editori.

I funerali si terranno martedì 14 agosto alle 14 presso la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo di Castello 6363 a Venezia

Cesare De Michelis
© Giorgia Fiorio

 
Giuseppe Lupo con Gli anni del nostro incanto è finalista, per la sezione narrativa, al Premio Viareggio-Rèpaci 2018

Giuria del premio è così composta Maria Pia Ammirati, Marino Biondi, Luciano Canfora, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Franco Contorbia, Francesca Dini, Paolo Fabbri, Piero Gelli, Emma Giammattei, Sergio Givone, Giovanna Ioli, Giuseppe Leonelli, Mario Graziano Parri, Gabriele Pedullà, Federico Roncoroni, Anna Maria Torroncelli. La segretaria letteraria è Costanza Geddes.


 

Marsilio e Sonzogno saranno al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 10 al 14 maggio 2018, pad. 2, stand G75/F76.

Questi i nostri appuntamenti:


 



Giovanni Orsina

La democrazia del narcisismo
Breve storia dell’antipolitica

 

giovedì 10 maggio ore 17.30
Arena Robinson 
interviene Marco Bracconi

 
Se il populismo è sintomo e non malattia, da dove deriva il nostro rancore? Da Tocqueville a Tangentopoli, dal ’68 ai giorni nostri, la storia del lento divorzio tra cittadino e politica.
 
««La politica oggi è morta. Non ha più potere né risorse. Le è rimasto solo un ruolo: fare da capro espiatorio alla rabbia popolare. Ma ragionare sul fatto che la sua crisi affondi le radici nel cuore della democrazia stessa consente di riconnettere quello che ci sta succedendo oggi alle riflessioni e agli avvenimenti per lo meno degli ultimi duecento anni». Giovanni Orsina
 
Fino a pochi anni fa l’ascesa del populismo veniva interpretata quasi esclusivamente alla luce della crisi finanziaria. Ma se l’economia è tornata a crescere e il peggio sembra passato, perché i cosiddetti «partiti del risentimento» continuano a raccogliere consensi? Siamo forse di fronte all’epilogo di una storia che ha origini più profonde? Giovanni Orsina cerca queste originiall’interno della democrazia, ragionando sul conflitto tra politica e cittadini che ha segnato gli ultimi cento anni. Se alcune fasi di quel rapporto – il connubio inedito tra massa e potere a partire dagli anni trenta, la cesura libertaria del Sessantotto – sono comuni a tutto l’Occidente, Orsina individua la particolarità del caso italiano nella stagione di Tangentopoli. Il sacrificio simbolico di un’intera classe di governo conclude la repubblica dei partiti e allo stesso tempo inaugura un venticinquennio di antipolitica. Con la quale tutti hanno dovuto fare i conti – Berlusconi, Renzi, Grillo, i postcomunisti, la Lega –, ma della quale nessuno è riuscito a correggere o contenere le conseguenze nefaste.
 
Giovanni Orsina(Roma, 1967) è docente di Storia contemporanea e vicedirettore della School of Government all’Università luiss «Guido Carli» di Roma. Coordinatore del Dottorato in Political History presso imt Alti Studi di Lucca, è autore di vari saggi, tra cui: Senza Chiesa né classe. Il partito radicale nell’età giolittiana (1998)e Anticlericalismo e democrazia (2002). Ha curato Partiti e sistemi di partito in Italia e in Europa nel secondo dopoguerra (2011) eCulture politiche e leadership nell’Europa degli anni ottanta (2013). Con Marsilio ha pubblicato L’alternativa liberal. Malagodi e l’opposizione di centrosinistra (2010, Premio Hemingway) e Il berlusconismo nella storia d’Italia (2013).

 

 


Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl
Il libro della vagina
Meraviglie e misteri del sesso femminile


venerdì 11 maggio ore 12.00 
Sala Azzurra 
interviene Antonio Pascale
In collaborazione con il festival Pazza Idea. Femminile Plurale

 
«Un testo molto interessante, che offre a chi legge informazioni corrette, scritte in modo accessibile e anche divertente, contribuendo a diffondere un approccio alla sessualità sereno, non inquinato da pregiudizi e sensi di colpa. L’obiettivo delle due giovani autrici si può veramente condensare in poche parole, dense di significato: “nutrire la speranza che le donne siano fiere di essere donne”». AIED - Associazione Italiana per l’Educazione Demografica
 
«È davvero sorprendente come le due autrici sappiano divulgare in modo semplice argomenti scientifici complessi». Norwegian Medical Association Journal
 
Il libro della vaginaè un’esplorazione divertente e istruttiva alla scoperta del sesso femminile. In modo semplice e senza imbarazzi, Nina ed Ellen, due studentesse di Medicina dell’Università di Oslo, raccontano tutto quello che c’è da sapere sull’apparato genitale delle donne: anatomia, mestruazioni, orgasmo, contraccezione, prevenzione delle malattie, consenso, pornografia vs. sesso... Forti della loro esperienza sul campo come educatrici, si sono infatti rese conto che le conoscenze in materia sono ancora lacunose, e che importanti tabù continuano a condizionare negativamente la vita sessuale dei giovani e dei meno giovani. Esiste l’orgasmo vaginale? E il punto G? L’integrità dell’imene è davvero una prova della verginità? La pillola, a lungo andare, inibisce la libido? Ci si può liberare dal dolore mestruale? L’intima struttura degli organi genitali maschili e femminili è davvero tanto diversa? Con entusiasmo militante, ma anche con una buona dose di humour, le due autrici norvegesi rispondono in modo esaustivo agli innumerevoli interrogativi che l’argomento solleva. Ne risulta una guida amichevole, tempestiva, scientificamente aggiornata e indispensabile per aiutare le donne a fare scelte consapevoli.
 
«Il libro che ogni maschio dovrebbe leggere». Melissa Panarello
 
«Coraggio, freschezza e brio per questa moderna versione di “tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso”. Due giovani donne consapevoli ci indicano la via della consapevolezza». Giuseppina Torregrossa
 
«Non avrei mai creduto di poter imparare ancora qualcosa di nuovo sulla vagina a sessant’anni». Paola Tavella
 
«Due intrepide studentesse di medicina si sono date un obiettivo di interesse pubblico: scrivere un libro per parlare, alla luce del sole, del sesso femminile, senza imbarazzi o falsi miti. Un libro da far leggere a tutti, giovani e meno giovani, femmine e maschi, perché si approprino del proprio corpo con consapevolezza e fiducia». Telerama
 
«Una guida al sesso femminile affilata e senza tabù. Un testo liberatorio». ElleFrance
 
Nina Brochmann (1987) eEllen Støkken Dahl (1990) studiano medicina all’Università di Oslo. Esperte di educazione sessuale, svolgono attività di insegnamento e assistenza medica, rivolta soprattutto ai giovani e alle minoranze etniche. Nel 2015 hanno lanciato Underlivet (La zona genitale), un blog sulla salute e la sessualità che è divenuto uno dei blog più letti in Norvegia. Il libro della vagina è in uscita in 33 Paesi. Qui il loro Ted Talk sulla verginità: https://www.youtube.com/watch?v=fBQnQTkhsq4
 

Viveca Sten
L’estate senza ritorno
I misteri di Sandhamn

 
venerdì 11 maggio ore 18.30 Sala Blu
interviene Marco Malvaldi

 
Viveca Sten, dopo aver esercitato come avvocato per molti anni, è oggi tra le autrici scandinave di crime di maggior successo internazionale (pubblicata in 25 Paesi, ai vertici delle classifiche in Francia e Germania con 100.000 copie, 4 milioni di copie vendute nel mondo), seconda solo a Camilla Läckberg. Dai suoi thriller, ambientati sulla piccola isola di Sandhamn nel Mar Baltico, scarsamente popolata in inverno e meta affollata di villeggiatura in estate, è stata tratta la serie tv “Omicidi a Sandhamn”, andata in onda anche in Italia. L’estate senza ritorno è il suo terzo titolo edito in Italia, protagonisti l’ispettore Thomas Andreasson e la sua amica Nora Linde.
 
Weekend di solstizio a Sandhamn. In occasione della tradizionale festa di mezza estate, le barche a vela affollano il porto e i pontili sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che si riuniscono per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Nella folla, nessuno sente la disperata richiesta di aiuto di una di loro, che finisce per accasciarsi sulla riva, priva di sensi. Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare e sulla spiaggia viene trovato il corpo senza vita di un suo amico.
 
Hanno detto dei suoi libri:
 
«Intrigo impeccabile e due protagonisti affascinanti». Le Monde
 
«Un intreccio avvincente». Matteo Speroni, Corriere della sera
 
«Un noir spietato e glaciale». Luca Crovi, Il Giornale
 
Viveca Sten, avvocato, a lungo a capo dell’ufficio legale delle Poste danesi, è oggi tra le autrici scandinave di polizieschi di maggior successo internazionale. Dai suoi libri, pubblicati in 25 paesi, è anche stata tratta la serie televisiva Omicidi a Sandhamn, seguita da 30 milioni di spettatori nel mondo. Viveca Sten vive a nord di Stoccolma con il marito e i tre figli e trascorre lunghi periodi sull’isola di Sandhamn, nell’arcipelago di Stoccolma, dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni.

 


Carlo Carabba

Come un giovane uomo

 sabato 12 maggio ore 10.30 
Caffè letterario
interviene Fabio Genovesi

 
Come un giovane uomo, il memoir di Carlo Carabba candidato al Premio Strega 2018 è un’intensa riflessione sul dolore che accompagna il passaggio all’età adulta. Sono due le coincidenze da cui muove la storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte. Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri.

«Un viaggio nella memoria che la presenza aleggiante di Proust autorizza e benedice». Ida Bozzi, Corriere della sera
 
«Se non fosse un paragone extraterrestre si potrebbe parlare di un Proust in erba». Laura Pezzino, Vanity Fair
 
«Un romanzo d’esordio impressionante che si può leggere alla Proust e alla Conrad. In entrambi i casi il romanzo regge il peso schiacciante ed enorme di questi modelli». Antonio D’Orrico, 7 – Sette
 
«Un intenso memoir generazionale». Angelo Carotenuto, la Repubblica
 
«Tra i romanzi più originali e sapientemente letterari di questa stagione. Un trascinante racconto di formazione». Mirella Serri, Tuttolibri de La Stampa
 
«La vita e la morte abbracciate nella neve che si fa fredda madeleine».Giuseppe Fantasia, Il foglio
 
 «Un libro immersivo. Un viaggio verso il passaggio all'età adulta con le scelte che comporta».. Mauretta Capuano, Ansa

 
Carlo Carabbaè nato a Roma nel 1980. Dopo aver frequentato un dottorato in Storia della filosofia moderna alla Sapienza, ha ricoperto, per alcuni anni, il ruolo di coordinatore della rivista “Nuovi Argomenti”, e attualmente lavora per Mondadori. Ha pubblicato brevi testi critici su vari filosofi (tra cui S. Bernardo di Chiaravalle, Giambattista Vico e Thomas Hobbes), la monografia La prima traduzione francese del “Novum Organum” (Olschki, 2011) e le raccolte di poesia Gli anni della pioggia (peQuod, 2008, premio Mondello per l’Opera Prima, finalista Premio Frascati) e Canti dell’abbandono (Mondadori, 2011, Premio Carducci e Premio Palmi). Un suo racconto è incluso nell’antologia “best off” Ogni maledetta domenica (a cura di Alessandro Leogrande, minimum fax, 2010). Suoi articoli sono apparsi su diverse testate giornalistiche, tra cui Il Venerdì di Repubblica, Il Riformista e La Lettura del Corriere della Sera.



Pietro Del Soldà

Non solo di cose d’amore
Noi, Socrate e la ricerca della felicità

 
 
Salone del Libro di Torino
Incontro di presentazione sabato 12 maggio ore 17.30
Spazio Incontri
interviene Umberto Galimberti

 
 
Come può un pensatore vissuto venticinque secoli prima di noi influenzare la nostra ricerca della felicità? Cosa ha da dire a un ragazzo che non si riconosce in quello che fa, a chi non sa costruire un vero rapporto con gli altri, a chi è portato a credere alle fake news o a una politica impegnata a costruire nuovi muri?
 
Sono questioni di oggi ma con radici profonde che portano fino alla Grecia di Socrate. Partendo dalla sua esperienza di conduttore radiofonico, un mestiere fatto di domande e del confronto quotidiano con gli ascoltatori sui temi di attualità, Pietro Del Soldà ci accompagna lungo un viaggio sulle tracce di Socrate. La sfida è quella di trovare nella sua ironia e nelle sue contraddizioni, chiavi di lettura inedite e interpretazioni in grado di farci cambiare prospettiva sui nostri problemi, fornendo spunti da mettere a frutto in ogni ambito, dalle relazioni con gli altri alla politica.
Che si parli di bellezza o di virtù, di verità o di menzogne, di democrazia o di tirannia, ogni cosa per Socrate è una «cosa d’amore», non nel senso romantico e privato che in genere attribuiamo al termine, ma in uno molto più ampio. Socrate ci spinge a superare la distinzione tra vita e pensiero indicandoci, con l’esempio, la sola via per affrontare quanto ci impedisce di essere davvero noi stessi, lasciando cadere maschere, identità e ruoli sociali che non ci rappresentano e ci dividono dagli altri.
È la via del dialogo, del confronto che mette in discussione i pregiudizi e porta alla scoperta e alla cura di se stessi, perché – sostiene Socrate – «senza cura di sé non si è in grado di agire bene, e ancor meno di governare la polis».
 
 
Pietro Del Soldà (Venezia, 1973) è autore e conduttore di "Tutta la città ne parla", il programma di Rai Radio3 che approfondisce ogni giorno un tema d'attualità. Dottore di ricerca in filosofia all'Università Ca'Foscari di Venezia, nel 2007 ha pubblicato Il demone della politica. Rileggendo Platone: dialogo, felicità, giustizia. Insegna al corso di laurea in Editoria e Scrittura dell'Università La Sapienza di Roma.
 
 

19 aprile 2018Come un giovane uomo, esordio nella narrativa di Carlo Carabba edito da Marsilio è tra i candidati dell’edizione 2018 del Premio Strega, come annunciato oggi in conferenza stampa dal Comitato direttivo del Premio. Così si era espresso Edoardo Nesi, che ne aveva proposto la candidatura a marzo:  «Mi è parsa un’opera notevole, poiché con tenerezza e stupore Carabba riesce a raccontare compiutamente e lucidamente del suo personaggio, che soffre sia della nostalgia lancinante della giovinezza, sia dello sconcerto del dover e poter restare in vita nonostante la morte di chi più gli era vicino. Confido questo romanzo d’esordio possa suscitare nel comitato direttivo lo stesso interesse che ha suscitato in me».
 
Come un giovane uomo, il memoir acclamato dalla critica con il quale Carlo Carabba ha esordito a marzo nella narrativa Marsilio, è un’intensa riflessione sul dolore che accompagna il passaggio all’età adulta. Sono due le coincidenze da cui muove la storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte. Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri.
 
Hanno detto del libro:
 
“Un viaggio nella memoria che la presenza aleggiante di Proust autorizza e benedice”. Ida Bozzi, Corriere della sera
 
“Se non fosse un paragone extraterrestre si potrebbe parlare di un Proust in erba”. Laura Pezzino, Vanity Fair
 
“Un romanzo d’esordio impressionante che si può leggere alla Proust e alla Conrad. In entrambi i casi il romanzo regge il peso schiacciante ed enorme di questi modelli”. Antonio D’Orrico, 7 – Sette
 
“Tra i romanzi più originali e sapientemente letterari di questa stagione. Un trascinante racconto di formazione”. Mirella Serri, Tuttolibri de La Stampa
 
Un intenso memoir generazionale”. Angelo Carotenuto, la Repubblica
 
“La vita e la morte abbracciate nella neve che si fa fredda Madeleine”. Giuseppe Fantasia, Il foglio
 
Un libro immersivo. Unviaggio verso il passaggio all'età adulta con le scelte che comporta”. Mauretta Capuano, Ansa
 
Carlo Carabba è nato a Roma nel 1980. Dopo aver frequentato un dottorato in Storia della filosofia moderna alla Sapienza, ha ricoperto, per alcuni anni, il ruolo di coordinatore della rivista “Nuovi Argomenti”, e attualmente lavora per Mondadori. Ha pubblicato brevi testi critici su vari filosofi (tra cui S. Bernardo di Chiaravalle, Giambattista Vico e Thomas Hobbes), la monografia La prima traduzione francese del “Novum Organum” (Olschki, 2011) e le raccolte di poesia Gli anni della pioggia (peQuod, 2008, premio Mondello per l’Opera Prima, finalista Premio Frascati) e Canti dell’abbandono (Mondadori, 2011, Premio Carducci e Premio Palmi). Un suo racconto è incluso nell’antologia “best off” Ogni maledetta domenica (a cura di Alessandro Leogrande, minimum fax, 2010). Suoi articoli sono apparsi su diverse testate giornalistiche, tra cui Il Venerdì di Repubblica, Il Riformista e La Lettura del Corriere della Sera.

15 aprile 2014 - «Quello che mi interessa è che la società civile capisca il problema del connubio tra magistrati e politica. Non c’è nessuna volontà riformista della politica rispetto a quello che rappresenta chiaramente un tumore: le correnti. …Sono decine e decine i casi di nomine scandalose, vergognose, del tutto arbitrarie e di fronte a questa stomachevole realtà ho deciso di restituire dignità al mio lavoro. La carriera non è niente nell’esperienza del giudice, è un momento in cui ti metti a disposizione, è un atto di servizio, un atto d’amore verso la giurisdizione, ma deve essere temporaneo… Il Csm ormai non è affatto un padre amorevole per i magistrati, non è più l’organo di autotutela, non è più garanzia dell’indipendenza, ma è diventato una minaccia, perché non vi siedono soggetti distaccati, ma faziosi che promuovono i sodali e abbattono i nemici, utilizzando metodi mafiosi. È chiaro che è un’espressione di colore… Nella nostra cultura costituzionale il giudice è visto come un soggetto senza timori, indipendente e che non deve nutrire aspettative. Anche quando sei speranzoso, sei asservito culturalmente, sei condizionabile, perché sai che un gesto di un certo tipo ti porta a ruoli direttivi, mentre un altro tipo ti fa restare tutta la vita alla scrivania. Voglio dire che questo modo di selezionare le figure apicali è perfettamente funzionale alla politica, che così, con il ricatto della carriera, riesce a condizionare e asservire il giudice, a renderlo addomesticabile».

 

Sono le parole che Andrea Mirenda - giudice del Tribunale di Sorveglianza di Verona dopo aver rinunciato nel 2017 al ruolo di Presidente della Sezione fallimentare come gesto pubblico di protesta verso un carrierismo sfrenato, arbitrario e lottizzato – ha rilasciato a Riccardo Iacona nel suo libro Palazzo d’ingiustizia. Il caso Robledo e l’indipendenza della magistratura. Viaggio nelle procure italiane (Marsilio). Riportate dal settimanale “Il Venerdì di Repubblica” venerdì 13 aprile, tralasciando, accanto all’inciso “metodo mafioso” la riga successiva, che chiarisce che l’accostamento è “una chiara espressione di colore”, “un’enfasi, destinata solo” -  come è costretto oggi a precisare Mirenda -  “a far capire la drammatica potenza e la pervasività condizionante delle correnti della magistratura”, hanno portato Mirenda ad essere oggetto di una richiesta di sanzione disciplinare al Ministro Orlando da parte dell’ex membro laico del Csm Pierantonio Zanettin, oggi parlamentare di Forza Italia, che lo ha annunciato in un’intervista al quotidiano “Il dubbio”.

 

L’inchiesta di Riccardo Iacona, Palazzo d’ingiustizia, partita dal caso Alfredo Robledo e dagli esposti che l’ex procuratore aggiunto di Milano aveva inoltrato al Csm nel 2014, è nata dall’esigenza di capire cosa sta succedendo nelle aule di giustizia italiane, comprendere dall’interno come funziona la “fabbrica della giustizia”, ripercorrendo la storia giudiziaria italiana dal 1992, da Mani pulite all’inchiesta sui diritti Mediaset, dall’Unicredit di Profumo all’inchiesta sul maxi appalto della Piastra in occasione di Expo. Nel ricostruire i retroscena del lavoro delle procure italiane, il groviglio di lotte fratricide e interessi inconfessabili della Magistratura italiana, Riccardo Iacona ha incontrato numerosi rappresentanti del sistema giustizia italiano, tra i quali, oltre ad Alfredo Robledo e ad Andrea Mirenda, il giudice Massimo Vaccari del Tribunale di Verona, il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, il procuratore del Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri e il magistrato Piercamillo Davigo, che pure nel libro criticano duramente il sistema delle correnti, raffigurando un corpo della magistratura intimorito e sottomesso alle gerarchie, facendo emergere un quadro sconsolante, una “sensazione di omertà dentro i ranghi della magistratura”, quella paura di esporsi e di parlare che, affiorata dalle vicende del caso Robledo, trova nell’inchiesta di Iacona una definitiva e articolata conferma.

 

Così commenta Riccardo Iacona la notizia della richiesta di sanzione disciplinare nei confronti di Andrea Mirenda: “Piuttosto che chiedere che il Ministro della giustizia apra un provvedimento disciplinare contro il magistrato Mirenda sarebbe più opportuno che il Csm risponda nel merito delle accuse poste dal magistrato e dagli altri togati che sono intervenuti nel libro, Robledo,  Davigo, Gratteri, Ardita e Vaccari, che in varia maniera hanno criticato il modo in cui viene gestito l’organo che dovrebbe garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura: le correnti degenerate in “postifici” e i capi delle procure scelti con nomine a pacchetto. Questo si che è un argomento che ci interessa da vicino! Essere certi cioè che procuratore della Repubblica diventi veramente il magistrato più competente, che risponda solo alla legge e che non debba ringraziare nessuno per quel posto, meno che mai un accordo di basso profilo tra correnti. Auspico che si colga l’occasione di questo libro perché si apra un dibattito all’interno della magistratura. Sono tanti i magistrati che criticano i criteri di selezione delle figure apicali della giustizia. Escano dal silenzio e battano un colpo!”.

 

SUL LIBRO - Riccardo Iacona, Palazzo d’ingiustizia. Il caso Robledo e l’indipendenza della magistratura. Viaggio nelle procure italianeUn viaggio dietro le quinte della giustizia italiana, tra opacità, correnti politiche, conflitti personali. A partire dallo scontro che ha sconvolto negli ultimi anni il tribunale simbolo della compattezza e indipendenza della magistratura, Riccardo Iacona svela forme di arbitrio e tentativi di limitare l’autonomia dei giudici, dà la parola ai protagonisti, pone domande scomode.

 

«L’autonomia dei pm è di fatto sotto attacco. Da essa dipende il funzionamento della democrazia: se si scardina l’equilibrio tra i poteri e la politica mette le mani sulla giustizia, ogni arbitrio è possibile».

 

L’incontro con l’ex procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, protagonista di eclatanti contrasti che lo hanno indotto a presentare un clamoroso esposto al Consiglio superiore della Magistratura, innesca un’appassionante inchiesta sulla realtà delle aule di giustizia, tra documenti inediti e dichiarazioni esclusive, con il racconto in presa diretta delle vicende giudiziarie che hanno segnato la storia recente del paese, delle interferenze della politica, dello strapotere delle correnti, dei condizionamenti all’indipendenza dei giudici.

 

Riccardo Iacona (Roma, 1957) è giornalista e conduttore televisivo. Ha lavorato con Michele Santoro a SamarcandaIl Rosso e il NeroIl raggio verdeMoby DickSciuscià-Edizione straordinaria. Dal 2009 è autore e conduttore di PresaDiretta su Rai 3. Tra i suoi ultimi libri: L’Italia in presa diretta. Viaggio nel paese abbandonato dalla politica (2010), Utilizzatori finali (2014), Se questi sono gli uomini. La strage delle donne (2015).

Lo scrittore Edoardo Nesi ha mandato la proposta di candidatura del libro di Carlo Carabba  “Come un giovane uomo” per l’edizione 2018 del Premio Strega. 
Con soddisfazione ed entusiasmo, condividiamo con voi la motivazione che ha fatto pervenire al Comitato direttivo del Premio: «Mi è parsa un’opera notevole, poiché con tenerezza e stupore Carabba riesce a raccontare compiutamente e lucidamente del suo personaggio, che soffre sia della nostalgia lancinante della giovinezza, sia dello sconcerto del dover e poter restare in vita nonostante la morte di chi più gli era vicino. Confido questo romanzo d’esordio possa suscitare nel comitato direttivo lo stesso interesse che ha suscitato in me».