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Anche quest'anno Marsilio partecipa al Festival della Politica che si svolge a Mestre dal 4 all'8 settembre con alcuni dei suoi più prestigiosi autori di saggistica:

Giovedi 5 settembre ore 16.30 Arena Toniolo Carlo Ossola autore de IL TRATTATO DELLE PICCOLE VIRTU', Breviario di civiltà, parlerà di Dante e la politica insieme a Antonio Gnoli.

Venerdì 6 settembre, ore 16.00 Chiostro M9: Giuliano Da Empoli presenta GLI INGEGNERI DEL CAOS, Teoria e tecnica dell'internazionale populista. Con lui interviene Maurizio Crovato

Sabato 7 settembre, ore 17.30 Piazzetta Battisti: Paolo Franchi con Emanuele Macaluso e Guido Moltedo presenta IL TRAMONTO DELL'AVVENIRE, Breve ma veridica storia della sinistra italiana

Domenica 8 settembre, ore 17.30 Piazzetta Pellicani: Ernesto Galli Della Loggia e l' on. Rocco Fiano presentano L'AULA VUOTA. Come l'Italia ha distrutto la scuola

In vista della XXIII edizione del Festivaletteratura di Mantova (4-8 settembre), tra i numerosi ospiti nazionali e internazionali segnaliamo, per Marsilio, la presenza del Premio Goncourt 2018 Nicolas Mathieu che porta al Mantova il 7 settembre, appena uscito nell’edizione italiana, il romanzo E i figli dopo di loro con il quale si è aggiudicato l’anno scorso in Francia il prestigioso riconoscimento. Al Festival torna inoltre quest’anno, venerdì 6, il giallista Gianni Farinetti, con il nuovo titolo della serie ambientata nelle Langhe, La bella sconosciuta.
Qui gli appuntamenti:
 

Sabato 7 settembre ore 18.30
Aula Magna dell’Università

Nicolas Mathieu
 
presenta
 
E i figli dopo di loro
romanzo vincitore del Prix Goncourt 2018

 
Interviene con l'autore Marco Filoni
 
Domenica 8 settembre alle 12.15 l’autore incontra anche i giovani lettori
nell’ambito degli incontri del ciclo Blurendevù presso il Museo Diocesano

 
Romanzo vincitore del Prix Goncourt 2018,E i figli dopo di lororicostruisce sulla pagina un piccolo mondo periferico, lontano da quello globalizzato, lasciato indietro dalla deindustrializzazione. Nicolas Mathieu racconta le famiglie squinternate, le ferite, le miserie, le liti quotidiane, la tv sempre accesa, i tranquillanti e i bicchieri di troppo, dando forma a un affresco sociale che brilla di luce tragica. L’adolescenza di Anthony, Stephanie e Hacine diventa per lui una lente tenera e spietata con cui guardare a un’Europa di provincia, alle sue illusioni di benessere bruciate nei falò estivi, alla sua innocenza perduta. Un’Europa che è anche la nostra.
 
Lorena, agosto 1992. Anthony ha quattordici anni, le spalle larghe e una palpebra mezza chiusa che gli dà sempre un’aria imbronciata. Stephanie è la più bella della scuola, ma nella valle dimenticata da Dio in cui è cresciuta l’avvenenza serve a poco. Hacine è un po’ più grande, ama le moto (soprattutto quelle prese agli altri) ed è ormai rassegnato all’idea di deludere il padre, arrivato in Francia dal Marocco sognando l’integrazione. L’estate in cui i tre ragazzi si incontrano è quella del primo bacio, delle prime canne, dei Nirvana nelle orecchie e delle corse in BMX intorno al lago, della noia che si mescola alla rabbia e al desiderio di fuggire. Ma è anche un’estate torrida, in cui il vento caldo della globalizzazione ha già spazzato via buona parte dei posti di lavoro della regione lasciando le famiglie sul lastrico, impreparate ad affrontare la chiusura delle fabbriche e a immaginare un futuro diverso per sé e i propri figli.
 
«Un grande romanzo. Giusto, profondo, bellissimo».Le Canard Enchainé
 
«Splendido. Mathieu sa dire il battito del cuore, la rabbia e la fragilità». Le Monde
 
«Un magnifico romanzo corale. Mathieu è capace, ha respiro ampio e una tastiera affilata, uno stile dalla forza incredibile. Essenziale. Anthony è qui. Così lontano e così vicino. La sua voce suona ancora. Dobbiamo sentirlo urlare». L’Express
 
Nicolas Mathieuè nato a Épinal, nella regione dei Vosgi, nel 1978. Dopo aver studiato storia e cinema, si è trasferito a Parigi, dove ha svolto i lavori più disparati, quasi tutti mal retribuiti. Ha esordito nel 2014 con il noir Aux animaux la guerre, da cui è stata tratta una serie tv ora in onda su France 3. Oltre al Premio Goncourt 2018, E i figli dopo di loro ha vinto il Prix des Médias France Bleu-France 3-L’Est Républicain, il Prix du deuxième roman Alain Spiess e il Prix Blù/Jean-Marc Roberts oltre ad essere entrato nella shortlist del Prix de Flore, del Prix Médicis e del Prix France Culture Télérama des étudiants.

Nicolas Mathieu, E i figli dopo di loro, trad. Margherita Botto, pp. 464, euro 19 – In libreria dal 5 settembre 2019
 
 
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Venerdì 6 settembre ore 17.45
Palazzo San Sebastiano

Gianni Farinetti
 
presenta
 
La bella sconosciuta

 
 
Interviene con l’autore Gesuino Némus
Modera Marco Malvaldi
 

Dopo Rebus di mezza estate e Il ballo degli amanti perduti, tornano lo sceneggiatore Sebastiano Guarienti e il maresciallo Buonanno nell’atteso terzo capitolo del ciclo dei gialli delle Langhe di Gianni Farinetti.
 
Sebastiano Guarienti ha finalmente terminato i restauri del borghetto Le Vignole, nelle Langhe, e si è definitivamente trasferito lassù. Per tutto il mese di agosto ha affittato una delle case a una giovane donna milanese molto affascinante, Angela, che fa la restauratrice di affreschi. Nel corso di quella torrida estate tre uomini della zona si invaghiscono della bella e misteriosa Angela, uno più timidamente, gli altri due in modo più deciso e sfacciato. Finché una mattina uno dei tre corteggiatori viene ritrovato morto in una cisterna d’acqua. Una disgrazia? Addirittura un suicidio? Buonanno ci mette poco a capire che quell’uomo, nella cisterna, ci è stato spinto, e dunque si tratta di omicidio. I primi sospetti si addensano proprio su Angela, che dovrà svelare a Buonanno i suoi segreti a uno a uno. Ma è stata veramente lei a uccidere il suo presunto amante? E quali sono i suoi veri rapporti con gli altri due uomini da lei attratti? Tocca a Buonanno srotolare l’ingarbugliata matassa, fino all’inaspettato finale, ben diverso dalle prime ipotesi d’indagine: un finale che sconvolge la quiete dell’estate e l’intera valle.
 
Gianni Farinetti (Bra, 1953) ha esordito con Marsilio nel 1996 con il romanzo Un delitto fatto in casa (premio Grinzane Cavour autore esordiente 1997, premio Premier Roman di Chambéry 1997). Con Marsilio ha pubblicato anche L’isola che brucia (premio Selezione Bancarella 1998), Lampi nella nebbia (2000), Regina di cuori e La verità del serpente (2011), Rebus di mezza estate (2013), Prima di morire (2014), Il ballo degli amanti perduti (2016) e Il segreto tra di noi (2016, premio Via Po 2009). I suoi libri sono tradotti nei maggiori paesi europei. Vive fra Torino e le Langhe.
 
Gianni Farinetti, La bella sconosciuta, pp. 256, euro 17, Marsilio 2019


de Chirico
Palazzo Reale, Milano
25 settembre 2019 - 19 gennaio 2020
 
 
Milano, 5 giugno 2019. È stata presentata ieri alla stampa la grande mostra su Giorgio de Chirico (Volos, 1888 – Roma, 1978) che attraverso circa un centinaio di capolavori ricostruisce l’irripetibile carriera del Pictor Optimus.
 
Dal 25 settembre 2019, le sale di Palazzo Reale a Milano, a distanza di quasi cinquant’anni dalla personale del 1970, torneranno a ospitare l’opera di de Chirico in una straordinaria retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio e da Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
 
L’esposizione offre la chiave d’accesso a una pittura ermetica che affonda le sue radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, dà vita alla Metafisica che strega i surrealisti e conquista Andy Warhol e, infine, getta scompiglio con le sue irriverenti quanto ironiche rivisitazioni del Barocco.
 
Il cospicuo corpus di opere in mostra proviene da importanti musei internazionali tra i quali la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, The Menil Collection di Huston e il MAC USP di San Paolo in Brasile. Numerose sono anche le istituzioni milanesi: il Museo del Novecento, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Pinacoteca di Brera e Villa Necchi Campiglio.
 
Suddiviso in otto sale, il percorso espositivo procede per temi pensati secondo accostamenti inediti e confronti originali come in una catena di reazioni visive che, come scriveva de Chirico nel 1918, rincorrono “il demone in ogni cosa […] l’occhio in ogni cosa [perché] Siamo esploratori pronti per altre partenze”.
 

MATERIALI STAMPA

 
 
CONTATTI
 
Comune di Milano
Elena Conenna
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Electa
Ilaria Maggi
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t 02.71046250
 
responsabile comunicazione
Monica Brognoli
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Marsilio
Chiara De Stefani
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t 0412406512 cell 3316202922

 
Anche quest’anno saremo al Salone Internazionale del Libro di Torino e dal 9 al 13 maggio ci troverete al Padiglione Oval, stand V99.
Questi i nostri appuntamenti:


📅 Venerdì 10 maggio

▪ Ore 14:00
Stand Marsilio e Sonzogno
Giulio Mozzi, autore dell'Oracolo manuale per scrittrici e scrittori, vi aspetta allo stand e incontra gli aspiranti scrittori e gli ospiti del Salone con suggestioni/suggerimenti per affrontare i problemi della creazione artistica e narrativa. 

📅 Sabato 11 maggio

▪ Ore 12:00
Stand Marsilio e Sonzogno

Camilla Läckberg incontra i lettori e firma le copie de "La gabbia dorata"

▪ Ore 14:00
Sala Gastronomica
Camillo Langone presenta "Dei miei vini estremi"
Interviene Giancarlo Gariglio 


A cinquant’anni dai viaggi di Mario Soldati e Paolo Monelli, Camillo Langone si rimette alla ricerca dei territori e dei miracoli naturali, della bellezza, della grazia, della sincerità del vino italiano. Storie di donne e uomini dietro piccole e grandi imprese enologiche, territori, etichette più o meno famose, ma sempre irregolari, eccentriche, talvolta irriverenti.

▪ Ore 17:30
Sala Internazionale 
Sasha Marianna Salzmann presenta "Fuori di sé"
Interviene Francesco Pacifico 
introduce Stefano Petrocchi

Tra cronaca familiare e romanzo di formazione, l’esordio letterario di una grande voce internazionale, romanzo finalista al Premio Strega Europeo 2019. D
alla Russia post-sovietica a un campo per rifugiati politici nella Germania occidentale fino all’attuale Istanbul, Sasha Marianna Salzmann racconta la solidarietà e gli sconquassi di una famiglia, e della generazione più giovane dei “vagabondi della patria”, in cerca della propria identità linguistica, politica e sessuale. 

▪ Ore 18:30
Sala Azzurra

Camilla Läckberg presenta "La gabbia dorata"
interviene Marta Cervino

Dalla regina del giallo nordico, con 23 milioni di copie vendute nel mondo, il primo titolo di nuova serie noir. Al centro della storia Faye, una donna molto determinata a riprendere in mano il proprio destino, e a compiere la sua vendetta.

📅 Domenica 12 maggio

▪ Ore 11:30
Caffè letterario
Simona Vinci presenta "Mai più sola nel bosco. Dentro le Fiabe dei Fratelli Grimm"
interviene Chiara Valerio

Reinterpretando un classico della letteratura Simona Vinci guarda con occhi nuovi al bosco di quando eravamo bambini, in un viaggio dentro e fuori “il gusto della paura”, e continua a dire della sua paura e della nostra, svelando perché tutti abbiamo vissuto nelle Fiabe dei fratelli Grimm e come, qualche volta, torniamo a viverci. 


▪ Ore 13:30
Caffè letterario
Roberto Costantini presenta "Da molto lontano"
interviene Massimo Vincenzi

Roberto Costantini, Premio speciale Giorgio Scerbanenco per la migliore opera noir degli anni 2000, finalista al Premio Bancarella 2016, presenta l’ultimo capitolo della serie bestseller sui lati oscuri della storia recente italiana. Protagonista un commissario Balistreri inedito, ormai in pensione, richiamato a indagare su un caso di omicidio avvenuto nel 1990, durante l’estate dei campionati mondiali di calcio.

▪ Ore 14:30
Sala Bronzo
Lorenzo Pavolini presenta "L’invenzione del vento"
Interviene Mauro Covacich 

Dalle onde del lago di Bracciano a quelle dell’oceano, Lorenzo Pavolini racconta la storia di due ragazzi con i capelli al vento che hanno contribuito a costruire l’epica del windsurf in Italia; un romanzo sull’amicizia e sul ventennio col quale si è concluso il Novecento.

📅 Lunedì 13 maggio

▪ Ore 11:00
Sala Oro
Marina Mander presenta "L’età straniera" – Incontro con gli autori di Adotta uno scrittore

Selezionato nella dozzina del Premio Strega 2019, L’età straniera è una storia di formazione a due voci, quella di Leo, adolescente milanese, e quella di Florin, giovane prostituto rumeno. Due ragazzi, stranieri a se stessi, che esplorano i conflitti e le inadeguatezze della crescita e che si ritrovano, loro malgrado, a condividere un pezzo di vita in un’età, e in un mondo, sempre più stranieri da ogni punto di vista.

▪ Ore 15:00
Sala Rosa
Massimo Fini e Giancarlo Padovan presentano "Storia reazionaria del calcio. I cambiamenti della società vissuti attraverso il mondo del pallone"
interviene Giangiacomo Schiavi

Un racconto antimoderno del declino italiano, il ritratto senza nostalgie di un paese visto attraverso lo specchio della sua ossessione calcistica, tra storia personale, cronaca sportiva e analisi politica. 
Tra gli ospiti del Festival Incroci di Civiltà, dal Cile la scrittrice Paulina Flores, vincitrice del Premio Bolaño e del premio Bauer giovani  con il suo libro di esordio Che vergogna e, dalla Norvegia, Maja Lunde, con i suoi romanzi sul cambiamento climatico.

Qui i dettagli degli incontri:
 

Venerdì 5 aprile ore 21.00 – T Fondaco dei Tedeschi

Paulina Flores
presenta Che vergogna
in conversazione con Igiaba Scego

 

 
«Paulina Flores, nel solco di Raymond Carver, ci mostra cosa sono fallimento e sconfitta, cos’è la solitudine e cosa marchia la sua generazione. In questa raccolta ci sono nove storie magistrali, e quando finirete di leggere ne vorrete ancora».
Luis Sepúlveda
 
Paulina Flores racconta di ragazzi scappati di casa, di adolescenti invaghite e di amori sbagliati, di genitori disperati o impotenti, di giovani che lavorano nelle biblioteche o nei fast-food e ricordano il giorno in cui hanno perso per sempre l’innocenza. Ogni racconto di Paulina Flores è un romanzo di formazione in miniatura. Storie universali e allo stesso tempo quotidiane, che tracciano una radiografia precisa e implacabile del Cile di oggi, urbano ma non solo. Perfettamente calata nella contemporaneità, generosa di riferimenti alla cultura pop, con uno stile nitido, la sua visione spoglia e una travolgente sincerità, Paulina Flores crea personaggi estremamente vivi e vicini, che ci sembra di conoscere da sempre, che s’infilano sottopelle e accompagnano il lettore a lungo, in un misto di crudezza e tenerezza, trasparenza e densità.
 
Paulina Flores(1988) è cresciuta in un rione a nord di Santiago. Ha esordito con la raccolta di racconti Che vergogna, più volte ristampata, acclamata da pubblico e critica e segnalata tra i dieci migliori libri dell’anno per El Pais. Insegna in un liceo di Santiago.
 
 

Sabato 6 aprile ore 14.00 – Open Space, Chiesa di San Lorenzo
Maja Lunde
presenta La storia delle api e La storia dell'acqua
in conversazione con Sara Culeddu e Boris Ondreicka

 
Maja Lunde, caso editoriale che dalla Norvegia ha conquistato ben 32 Paesi, vincitrice del Premio dei Librai norvegesi, presenta i primi due romanzi del suo quartetto sul clima: La storia delle api, il racconto delle vite di un biologo inglese dell’Ottocento, di un apicoltore dell’Ohio alle prese con la misteriosa moria del 2007, e di una giovane madre che, in un futuro non molto lontano, è costretta a dedicarsi all’impollinazione manuale in una Cina dove le api e i colori sono ormai scomparsi; e La storia dell’acqua, la storia struggente di un giovane papà e di sua figlia in un mondo in cui cominciano a scarseggiare le risorse idriche, un mondo senz’acqua in cui i profughi, tra meno di venticinque anni, siamo noi, gli europei.
 
 
Maja Lunde(1975) vive a Oslo col marito e i loro tre figli. Scrittrice e sceneggiatrice per la tv, dopo numerosi libri per ragazzi si è affermata internazionalmente con il suo primo romanzo, La storia delle api (Marsilio, 2017) pubblicato in 32 paesi. Rimasto per mesi ai vertici delle classifiche, non solo in Norvegia, La storia delle api ha vinto, primo esordio nella storia del premio, il riconoscimento letterario più ambito in Norvegia, quello dei librai. La storia dell’acqua è il secondo libro nella prevista quadrilogia sul clima.


Parole per Cesare raccoglie messaggi, lettere, articoli ricevuti o pubblicati degli amici del presidente di Marsilio Editori, che nei giorni successivi alla sua scomparsa ne hanno voluto ricordare la passione per i libri, l'impegno in campo culturale e civile. Condividiamo con piacere con i lettori questi affettuosi ricordi e l'intervista inedita di Stefano Lorenzetto che chiude il libro. Per scaricarlo clicca qui.


 

Siamo lieti di annunciare che L'età straniera di Marina Mander è nella dozzina dei libri selezionati al Premio Strega 2019. 
Il libro è stato presentato da Benedetta Tobagi, con la seguente motivazione:
 

«Perché leggiamo romanzi? Come antidoto alla solitudine esistenziale, per trovare, nelle pagine, noi stessi; per poterci riconoscere, trovare parole per la nostra ombra, per sentimenti così sottili da non avere nome, o una ferita segreta, diranno alcuni. Per vivere “vite che non sono la mia”, incontrare l’alterità totale, estendere l’empatia oltre i confini dei territori a noi familiari, diranno altri. Più spesso, tutt’e due le cose. Il primo elemento di grande fascino de L’età straniera di Marina Mander sta nel fatto di consentirci entrambe le esperienze, trascinandoci – sospesi, incerti – nella penombra di uno spazio liminale, nella schiuma tra terraferma e mare, come nell’immagine di copertina. Perché il protagonista, Leo, è un adolescente: età di metamorfosi e di estremi, in cui ciascuno è straniero a se stesso come mai, prima e dopo, nella vita. Marina Mander ci mostra il mondo attraverso il suo sguardo, che penetra la realtà come un coltello e ha la cruda verità del sole meridiano, o delle luci al neon (che lui odia, per le tragedie di cui sono state mute testimoni), uno sguardo invecchiato dal precoce disincanto – ma senz’ombra di cinismo – e insieme fresco, persino ingenuo, nei mille dubbi di chi si affaccia alla vita. Uno sguardo che prende vita, sulla pagina, in una voce sorprendente, caleidoscopica, sempre ironica e dissacrante. La quotidianità di Leo per certi versi è molto normale (per quanto si possa parlare di “normalità”, tra le mille contraddizioni del presente): vive con la madre e il compagno di lei – tassista e tanguero – nella Milano dei primi anni Duemila, in un quartiere medio, fa il liceo classico (dove brilla, anche se studia poco), si fa qualche canna (e racimola qualche soldo vendendo l’erba agli amici), ha una passione per Kurt Cobain ed è ossessionato dal pensiero di non aver ancora mai fatto sesso. Ma questa patina sottile si lacera a ogni piè sospinto nell’attrito con la verità abnorme, incommensurabile che giace sotto la superficie: il padre, molto amato, di Leo, un matematico geniale che era, semplicemente, troppo per la vita, si è suicidato affogandosi in mare. Ed ecco che, come il velo della realtà, la tessitura pulsante del racconto, tra sequenze lente e brusche ellissi in accelerazione, si spezza, interrotta – invasa – dal teatro interiore dei suoi incubi in cui si celebra un assurdo processo permanente (un po’ Kafka, un po’ Lewis Carrol, per l’umorismo surreale), e Mander mostra grande acume psicologico e delicatezza nel trovare parole per il mondo interiore del trauma, per ciò che accade nelle anime travolte troppo presto dall’incommensurabile, divorate da un senso di colpa senza fondo – perché non ha fondamento. Per colmare il vuoto in ogni senso possibile, nel moto perpetuo di un iperattivismo pieno di buone intenzioni con cui sembra costantemente impegnata ad allontanare il dolore, la madre di Leo, dopo un periodo di volontariato con i prostituti minorenni che si vendono al Mercato ortofrutticolo e nella “fossa” vicino al Parco Sempione, decide di prendere in casa uno di loro, Florin, un ragazzo rumeno della stessa età di Leo. Florin è brutto, magrissimo, non parla italiano, non si capisce mai cosa pensi (per questo Leo lo ribattezza Iwazaru, la terza delle tre scimmiette dell’antico adagio “Non vedere il male, non sentirlo, non parlarne”), pur avendo una sua speciale delicatezza: è l’alterità assoluta che irrompe, imprevista, nella quotidianità di Leo e, attraverso lui, nella nostra. Non c’è nulla di scontato nel modo in cui il giovane io narrante scruta il nuovo arrivato, lo detesta, talvolta imprevedibilmente lo invidia (il che, con semplicità disarmante, fa ricordare quanto l’ostilità verso il diverso sia spesso la schiuma sporca che monta sopra fragilità e frustrazioni), si fa intenerire e ne resta continuamente sorpreso, durante i loro vagabondaggi a casaccio nei luoghi marginali della città. Florin diventa sempre più la cartina di tornasole che mette a nudo le ipocrisie del mondo adulto, mentre, per gradi, qualcosa in Leo cambia. Si sblocca. Con umorismo, scansando i luoghi comuni con la grazia (apparentemente) casuale di un gatto, l’Età stranieraregala uno sguardo diverso su come sia possibile incontrarsi con ogni tipo di “straniero”, forse soprattutto con quello (il più spaventoso, repellente, inquietante di tutti) nascosto dentro di noi.»

 
Marsilio e Biennale hanno condiviso, per molti anni, la progettazione e la realizzazione dei cataloghi della Biennale Arte. 
Lavorare direttamente con i direttori è sempre stato per Marsilio un momento di confronto e di grande crescita.
Il ricordo di questi preziosi momenti trascorsi con il direttore Okwui Enwezor resterà sempre vivo e parte della nostra storia. 
I nostri incontri a "Libri Come - Festa del Libro e della Lettura" all'Auditorium Parco della Musica di Roma:

AuditoriumArte
Venerdì 15 marzo alle ore 20
Marina Mander presenta "L'età straniera". Dialoga con l'autrice Gaja Lombardi Cenciarelli

AuditoriumArte
Sabato 16 marzo alle ore 15 Simona Vinci presenta "Mai più sola nel bosco". Dialoga con l'autrice Teresa Ciabatti

AuditoriumArte
Sabato 16 marzo alle ore 21 Roberto Costantini presenta "Da molto lontano". Dialoga con l'autore Fabrizio d'Esposito

Studio2
Domenica 17 marzo alle ore 17 Beatrice Masini presenta "Più grande la paura". Dialoga con l'autrice Gaia Manzini


Dal 18 gennaio al 17 febbraio 2019
ogni 2 libri dell'Universale Economica Feltrinelli
in regalo la coperta del lettore.


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