Edipo

a cura di

pp. 376, 1° ed.
978-88-317-9604-0
Edipo, figlio di Laio, ha attraversato i secoli dell'immaginario occidentale, presenza ingombrante e scomoda che la psicoanalisi freudiana ha contribuito a rafforzare con straordinaria potenza.
Di questa lunga storia letteraria sono stati scelti, per accompagnare in questa "variazione" la tragedia fondante di Sofocle, i testi di Seneca, quelli di Dryden e Lee, scritto nel 1678 e qui tradotto per la prima volta in lingua italiana, e infine quello di Cocteau.
La dura, incalzante indagine sofoclea consegna alla cultura occidentale l'archetipo del soggetto che si interroga su se stesso e che, accecandosi, punisce l'organo della conoscenza che tante imprese gli ha consentito, ma non quella di vedersi davvero e di conoscere la propria storia.
In Seneca il racconto si trasforma in un'acuta interpretazione psicologica. Tutto quel passato che l'Edipo di Sofocle sembrava aver rimosso è presente invece fin dall'inizio e corrode l'animo del re al punto che la verità, pur atroce, giunge a lui come una liberazione dalla cupa angoscia che lo opprime.
Con Dryden il rapporto tra Edipo e Giocasta, da sempre sottinteso nei suoi risvolti privati, viene alla luce sotto il segno dell'eros che spinge madre e figlio l'uno verso l'altra, irresistibilmente, in un movimento alterno di attrazione e ripulsa.
E Giocasta domina anche nella pièce di Cocteau, Giocasta che supera la morte e che si affianca ad Antigone per accompagnare e proteggere Edipo sulla via dell'esilio. Strappati al mito e restituiti al "popolo, ai poeti, ai cuori semplici", per sempre separati e tuttavia più che mai uniti, essi finalmente camminano insieme.
Quattro capolavori del genere drammatico per rinnovare nel tempo la vicenda dell'uomo che si fece re per scoprire, a un prezzo inaudito, di essere, veramente e legittimamente, il re.

Guido Avezzù è professore di letteratura greca all'Università di Verona. Si occupa di retorica, di oratoria, di tragedia. Tra le sue pubblicazioni: Sofocle, Filottete (con P. Pucci e G. Cerri, Milano 2003); Sofocle, Edipo a Colono (con G. Guidorizzi e G. Cerri, Milano 2008). Ha curato il volume Il dramma sofocleo: testo, lingua, interpretazione (Stuttgart - Weimar 2003). Presso Marsilio: Lisia. Contro i tiranni (1998); Elettra. Variazioni sul mito (2008); Il mito sulla scena. La tragedia ad Atene (2003).

Autori

nasce ad Atene probabilmente nel 497-96. Partecipa alla vita pubblica e politica di Atene con diversi incarichi: stratego insieme a Pericle durante la guerra di Samo, presidente degli ellenotami (amministratori del tesoro della lega attica), probulo dopo la catastrofe siciliana del 413.
Molto legato alla sua città, spirito profondamente religioso, ebbe una vita lunga e serena. Rispetto a Eschilo, innova i canoni della drammaturgia con l’aumento del numero degli attori e dei componenti del coro e scindendo la rigida struttura della trilogia in drammi indipendenti. Muore ad Atene nel 406 a.C. Gli sono attribuiti 123 drammi. Ne rimangono sette: Aiace, Antigone, Trachinie, Elettra, Edipo re, Filottete, Edipo a Colono, insieme a numerosi frammenti conservati nella tradizione indiretta e nei papiri.
nasce a Cordova, in Spagna, probabilmente nel 4 a.C. Studia a Roma. Protetto da Agrippina, moglie dell’imperatore Claudio, diventa precettore di Nerone figlio di Agrippina, e poi pretore e console. Alla morte di Agrippina uccisa da Nerone, perde ogni potere. Sospettato di complicità nella congiura antineroniana dei Pisoni, è costretto dall’imperatore a darsi la morte (65 d.C.). È autore di opere filosofiche e teatrali. Ricordiamo: La provvidenza, La vita beata, L’ozio, La tranquillità dell’anima, La brevità della vita, le Consolazioni (a Marcia, alla madre Elvia), le Epistole a Lucilio, La clemenza, I benefici, le Questioni naturali. Fra le tragedie: Edipo, Agamennone, Tieste, Fedra, Medea, Fenicie, Troadi, La follia di Eracle
(1631-1700) è soprattutto legato agli «adattamenti» neoclassici di Shakespeare: Tutto per amore (da Antonio e Cleopatra) e . Ma il suo grande talento raggiunge esiti originali e importanti in molteplici settori: nella critica, con la quale entra nel vivo del dibattito contemporaneo esplorando le ragioni degli antichi e dei moderni (An Essay of Dramatic Poesie, The Grounds of Criticism in Tragedy); nella traduzione dei classici (Ovidio, Orazio, Virgilio), una sfida stimolante nella pratica, accompagnata da una intensa riflessione teorica; nella drammaturgia, in cui sperimenta instancabilmente approdando a esiti preziosi sia nella tragedia Edipo e Don Sebastian che nella commedia Marriage à la mode, Anfitrione
(Maisons-Laffitte5 luglio 1889 – Milly-la-Forêt11 ottobre 1963) è stato un poeta, romanziere e drammaturgofrancese. Fu anche designer, regista, sceneggiatore e attore. La sua versatilità, la sua originalità e la sua enorme capacità espressiva gli portarono il plauso internazionale.