La scordanza


pp. 384, 1° ed.
978-88-317-9571-5
Lui stesso, mo, non ricorda precisamente checcosa gli sia succeduto e checcosa abbia fatto dentro a quella decina di scirnate. Come se qualche perfida strega o al contrario qualche fatatedda pietosa gli avesse somministrato la magica pozione della scordanza. Del resto, è chiaro pure a lui stesso che non sta tanto bbuono di capa, da qualche tempo…

Niudd’ appartiene a una generazione di italiani, nati fra gli anni Quaranta e Cinquanta, che ha attraversato una esperienza storicamente inedita e irripetibile. Una generazione che ha compiuto un primo passaggio epocale, attraverso il Sessantotto, da un Paese arcaico, innocente e autoritario, a un Paese moderno, in fase di smaniosa «liberazione individuale e collettiva». E poi un secondo, definitivo passaggio, negli anni Ottanta, da un Paese che aveva perso l’innocenza a una società in profonda crisi morale, sociale e politica. Senza radici e senza memoria di sé. Ubriaca di scordanza…
Per inseguire i suoi miti e le sue ambizioni, Niudd’ emigra da Bari a Roma per fare il giornalista politico, partecipando a quel clima in cui la liberazione veniva vissuta in prima persona. Tanto per cominciare, nei rapporti professionali e nei rapporti d’amore e di sesso. In quel clima, dopo un paio d’anni dalla nascita di sua figlia Saverin’, Niudd’ sfascia, come da copione, il suo matrimonio con Iagatedd’, la ragazza che per amore lo aveva seguito nella capitale.
Niudd’ vive lo spartiacque della fine degli anni Settanta – simboleggiato dall’assassinio di Moro – come una brutale, indebita, devastante interruzione di un “processo di democratizzazione” nel quale si era totalmente identificato.
Doppiamente sconfitto e ferito – dal crollo del suo mondo di valori e di rapporti, e da una tragedia personale, la più grande che possa capitare a un uomo, che non vuole accettare – Niudd’ torna nel 2000 nella sua città, a sopravvivere proprio nella casa in cui era vissuto da ragazzo, in attesa e con la convinzione di poter rivedere sua figlia.
Il romanzo è diviso nettamente in due parti. Nella prima, «Andata», quella dell’emancipazione, della speranza, delle utopie e infine della “liberazione”, Niudd’ ricostruisce la sua storia famigliare e personale. Nella seconda parte, «Ritorno», quella della delusione, della sconfitta e del dolore, prevale un registro più “ragionante”, insieme più toccante e ossessivamente ideologico. Qui Niudd’ fa i conti col proprio passato e col proprio insostenibile, inammissibile presente: l’assenza di sua figlia Saverin’, dell’unica ragione di vita che gli è rimasta su questa terra. Almeno così crede…

Hanno scritto di Beppe Lopez:
 
«Ha voluto Lopez che molta vita si coagulasse come sangue, nelle sue vene di rorido scrittore, per sacrificare agli anni un’indubbia, e fuori del comune, vocazione narrativa che molti altri, assai meno dotati, avrebbero scialacquato alla prima occasione» Massimo Onofri, DIARIO
 
«La vera sorpresa di Beppe Lopez è la lingua: un impasto di italiano e dialetto piacevole e forte come in Camilleri, forse di più» Corrado Augias, IL VENERDI' DI REPUBBLICA
 
«Un romanzo d’inconsueto valore umano prima ancora che letterario, un frutto inatteso nell’attuale deserto» Luca Canali, IL GIORNALE
 
«Il fascino di questo romanzo è la capacità di Lopez di costruire una storia intensa senza stereotipi, senza format inventati da altri, senza i soliti luoghi comuni» Roberto Cotroneo, L'ESPRESSO
 

Autore

(Bari, 1947) ha attraversato da protagonista quarant’anni di giornalismo italiano, scrivendo di politica e di società per le più importanti testate nazionali. Ha partecipato da cronista politico alla fondazione di «Repubblica». Ha fondato e diretto quotidiani locali e riviste. Ha diretto la Quotidiani Associati. Si è occupato a lungo di analisi del mercato e di progettazione editoriale, partecipando attivamente al dibattito sull’informazione con articoli e libri. Ha pubblicato, fra l’altro: Il giornale che non c’è (Capone 1995), Il quotidiano totale (Adda 1998) e La casta dei giornali (Stampa Alternativa-Rai Eri 2008). È in rete il suo sito Informazione e Democrazia (www.infodem.it).
Ha esordito nella narrativa con il romanzo Capatosta (Mondadori 2000), un autentico caso letterario, per invenzione linguistica e capacità descrittiva del mondo materiale e degli istinti. Ha poi pubblicato il racconto storico Mascherata Reale (Besa 2004). La scordanza è il suo secondo romanzo.