Il mecenatismo di Caterina De' Medici

a cura di , , con la collaborazione di
1° ed.
978-88-317-9352-0

In un periodo di tensioni religiose e sociali sempre più drammatiche che finirono con l'estinzione della dinastia dei Valois, Caterina de' Medici dirige la politica francese per quasi trent'anni. In questa veste è la prima donna del Rinascimento che riesce a promuovere un mecenatismo artistico di ampio respiro e di così lunga durata, che consolida il nuovo corso impresso all'arhitettura francese dagli anni quaranta del Cinquecento. Le sue commissioni artistiche riflettono lo stampo inconfondibile della sua duplice personalità, che tenta di conciliare posizioni e culture diverse. Questa identità complessa ed eterogenea penetrò in tutte le sue iniziative, facendo dialogare elementi disparati, aprendo nuovi orizzonti a uno scambio culturale i cui risultati erano del tutto innovativi. La competizione con le corti dei Medici, dei Farnese o dei Savoia incrementava i suoi sforzi e la regina era instancabile nell'informarsi delle novità nell'arte italiana e nel trasformarle in propri concetti e in nuovi progetti. L'arte diventa un mezzo di dissimulazione, di compensazione e addirittura d'inganno cosciente che Caterina mette in scena con scopi politici e diplomatici. Gli innumerevoli progetti architettonici, i cantieri aperti e mai terminati, la magniloquenza e il carattere metaforico del loro linguaggio riflettono questa ideologia ambigua in modo esemplare. I testi qui raccolti sono incentrati sull'intreccio del destino personale di Caterina de'Medici con la conflittuale situazione politica, sul virtuosismo cin cui ella riusc a sublimare le sue radici in un'opera di forte integrazione, sull sua capacità di creare e di presentare un'immagine emblematica e duratura della corona e di se stessa.


I saggi di questo volume si basano sui contributi del convegno organizzato a Firenze nell’autunno 2005 come cooperazione tra il Kunsthistorisches Institut a Firenze, Max-Planck-Institut e l’École Pratique des Hautes Études, Paris-Sorbonne



Sabine Frommel insegna storia dell’architettura del Rinascimento all’Ecole Pratique des Haute Etudes, Paris-Sorbonne. Autrice di numerosi saggi sull’architettura rinascimentale italiana e francese, di una monografia su Sebastiano Serlio (1998) e curatrice di una monografia su Francesco Primaticcio (2005) approfondisce particolarmente i rapporti culturali e architettonici tra Italia e Francia, occupandosi anche di Bernini, Percier e Fontaine.

Gerhard Wolf è nato nel 1952 a Karlsruhe, ha studiato Storia dell’arte, Archeologia cristiana e Filosofia all’Universtità di Heidelberg. Ha insegnato alla EHESS di Parigi, alla Bibliotheca Hertziana di Roma, all’Università di Trier. Dal 2003 è direttore e membro del comitato scientifico del Kunsthistorischen Institut in Florenz Max-Planck-Institut.