Stile Novecento

1° ed.
978-88-317-9221-9
Solo nel Novecento le idee, che Valéry esortava a “faire chanter”, cantano
a squarciagola: voltare pagina, tornare ingenui, sarebbe come uscire da un’aria musicale,
senz’altra prospettiva che il rumore circostante



Possiamo finalmente allontanare e archiviare il Novecento letterario italiano? In questo libro lo “stile Novecento”, fin dalle sue lontane e salde fondazioni settecentesche, è descritto come uno stile che ci riguarda ancora da vicino e cui niente di nuovo, formalmente, è conseguito fino ad oggi.
Quale sarebbe, dopotutto, il nuovo di oggi rispetto a questo ieri vecchio ma influente, e in perfetta salute? Il nuovo, in letteratura, è dietro di noi, in quel Novecento che non ha affatto esaurito i suoi argomenti, né i suoi impulsi. Le sue stesse domande capitali non dovrebbero essere meno capitali per noi, qui e ora: il “blocco” della narrazione; il recupero della narrazione nella saggistica, invenzione anglosassone dagli sviluppi del tutto italiani anche altissimi e unici; la funzione dell’antiromanzo; le utopie; la poesia lirica, “corta” e autocosciente; la poesia oscura, a un passo dal suo “quid definitivo”; la poesia che pensa e la poesia che non pensa; la lingua letteraria italiana vera, aggredita da una lingua letteraria italiana finta, reversibile, non distinguibile dall’informazione...
Ogni scrittore convocato in questo libro, chi più chi meno, porta con sé il “peso” del Novecento ma anche il suo stile, la sua intelligente aria di famiglia: solo nel Novecento, l’esitazione, il sì e il no, i non so di fronte alla catastrofe delle certezze sono, in sé, stile, e la fine o l’idea della fine della letteratura è, in sé, letteratura.

Giorgio Ficara (Torino, 1952), saggista e critico letterario, è professore ordinario di letteratura italiana all’Università di Torino e visiting professor alla Stanford University e a ucla. Ha insegnato a Parigi, alla Sorbona e al Collège de France, e in diverse università europee. Tra i suoi libri: Solitudini. Studi sulla
letteratura italiana dal Duecento al Novecento (Garzanti 1993), Il punto di vista della Natura. Saggio su Leopardi (Il Melangolo 1996), Casanova e la malinconia (Einaudi 1999).
Ha vinto nel 1984 il premio per la saggistica dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
È condirettore di «Lettere Italiane» e collabora a «La Stampa».



Autore

(Torino, 1952), scrittore, saggista, è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Torino. Ha insegnato negli Stati Uniti alla Stanford University e alla ucla; a Parigi alla Sorbona. Tra i suoi libri: Solitudini. Studi sulla letteratura italiana dal Duecento al Novecento (Garzanti 1993); Il punto di vista della natura. Saggio su Leopardi (il melangolo 1996); Casanova e la malinconia (Einaudi 1999); Stile Novecento (Marsilio 2007); Riviera (Einaudi 2010). Ha vinto nel 2010 il Premio Cardarelli per la Critica Letteraria e nel 2011 il Premio per la Saggistica dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Collabora al «Sole 24 Ore».