Architettura e committenza nella Napoli del Quattrocento

1° ed.
978-88-317-9108-3
L'originalità e la centralità del ruolo svolto dalla famiglia Carafa e in generale dal Regno di Napoli nella produzione di arte, architettura e cultura durante il XIV secolo

Durante il Quattrocento anche a Napoli come a Firenze, Roma, Genova e Venezia, esisteva un'élite urbana che , pur partendo da basi economiche differenti, metteva tra i primi posti dei propri consumi la commissione di arte e architettura, intese come conspicuous  consumption. In particolare, esistono alcune architetture risalenti a questo periodo riconducibili alla famiglia Carafa, come il palazzo di Diomede Carafa e la cappella del Succorpo di Oliviero Carafa, che risultano innovative, rispetto non solo al contesto napoletano, ma anche all'intero panorama architettonico.
Partendo dalla committenza, piuttosto che da un'analisi stilistica o da una nuova ipotesi attributiva, si è potuto superare quel gioco delle attribuzioni in cui erano rimaste confinate per lungo tempo queste opere.

Bianca De Divitiis ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di Studi Avanzati di Venezia. Ha pubblicato diversi articoli in riviste internazionali sull'architettura del Settecento inglese e in particolare su Sir John Soane.

Autore

ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di Studi Avanzati di Venezia. Ha pubblicato diversi articoli in riviste internazionali sull'architettura del Settecento inglese e in particolare su Sir John Soane.