Le affinità elettive

introduzione di , traduzione di
3° ed.
978-88-317-7972-2

È questo un libro sul matrimonio come istituto giuridico e come problema etico, sulla morale familiare di cui si voleva descrivere l’inarrestabile caduta? Oppure Goethe voleva mostrare le forze che si scatenano dalla dissoluzione di questo istituto, con la violazione della promessa e della legge, e con la conseguente necessità del sacrificio? O ancora, nel destino che travolge i protagonisti e il loro mondo è possibile avvertire la fatalità stessa del processo storico, un riflesso del passaggio tra due civiltà, la classica e la romantica? Il lettore che resiste alla sfida e cerca risposte alla ineluttabilità del finale tragico, continuerà a guardare nei segni cifrati che vengono da tutte le profondità del testo. Ogni riga di questo romanzo, infatti, rinvia ossessivamente alla metafora chimica detta nel titolo, a un’idea che martella in tutti gli scritti scientifici di Goethe e non solo in quelli scientifici: che dietro ai miti e alle passioni degli uomini vi siano solo delle forze insondabili e beffarde che sfuggono alle ragioni della società e della storia. La vicenda dei due amanti appare un’allusione continua al potere panico della natura, al confine ancora netto tra mondo della morale, mondo della natura e mondo dell’intelletto, ai limiti ancora posti alla conoscenza e al sapere dell’uomo. Anche se, alla luce del Goethe illuminista, la sconfitta con la quale si chiude questo romanzo appare solo provvisoria e la ragione dell’uomo resiste e in qualche modo continua a frugare tra le contraddizioni della natura trionfante, le Affinità elettive sono una storia tragica, nella quale alla tragedia della passione si contrappone soltanto l’alta dignità e l’etica della rinuncia laica.

Paola Capriolo, scrittrice di romanzi, fiabe e racconti, svolge anche attività di traduttrice, soprattutto dal tedesco (La morte a Venezia di Th. Mann, Romeo e Giulietta nel villaggio di G. Keller, I dolori del giovane Werther di J.W. Goethe).

Maria Fancelli, germanista nell’Università di Firenze, ha pubblicato studi sulla letteratura classica tedesca e in particolare su Goethe e Winckelmann. Si è occupata anche di storia del teatro moderno, e per il Novecento ha lavorato in maniera continuativa su G. Benn, del quale ha tradotto le prose espressioniste.

Autore

L’entusiasmo per il genio di Shakespeare, l’approfondimento dei grandi temi della sensibilità borghese, l’esperienza diretta della vita politica e culturale di un piccolo ducato tedesco, il lungo viaggio in Italia, l’assidua attenzione agli sviluppi della Rivoluzione francese, il costante riferimento ai grandi esempi della civiltà classica e la fervida discussione con le espressioni più salienti della cultura del suo tempo: su queste basi Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) costruisce i pilastri della letteratura tedesca moderna e con le grandi figure di Werther e di Egmont, di Ifigenia e di Tasso, ma soprattutto di Wilhelm Meister e di Faust, la eleva a Weltliteratur.