Eneide

Eneide

traduzione di , introduzione di , commento di

pp. 408, 2° ed.
978-88-317-7764-3

Il modello della cultura occidentale nella magistrale traduzione di Mario Ramous

"Le armi canto e l’uomo che per primo dalla terra di Troia esule raggiunse l’Italia e i lidi di Lavinio". è il celebre inizio del poema che narra le vicende di Enea, ultimo superstite della dinastia troiana e fondatore, in terra italica, della nuova Troia e della stirpe romana. Nella figura di Enea, il modello del guerriero dell’Iliade e del protagonista dell’Odissea si fondono per celebrare, nel nome dell’imperatore Augusto, la città di Roma, i principi e i valori della sua tradizione. Violenza e pietà, eroismo e gloria, dovere e destino sono i temi dominanti di un poema epico-storico che è modello assoluto per la cultura occidentale e che trova in questa recentissima edizione di Mario Ramous la sua più moderna traduzione in italiano.

Mario Ramous, recentemente scomparso, è stato studioso e saggista, poeta e traduttore. Presso Marsilio ha pubblicato le sue raccolte di poesie Per via di sguardo e Il gran parlare.

Autore

«Mantova mi generò, mi portò via la terra di Calabria; / ora è Napoli ad avermi; il mio canto / lo dedicai ai pascoli, ai campi, ai condottieri». Il famoso epitafio - che lo stesso Virgilio avrebbe dettato - rispecchia la sua biografia, assai povera di avvenimenti esteriori, quasi del tutto identificabile con le fasi della sua produzione poetica. Nasce nel 70 a.C. nel villaggio di Andes presso Mantova, compie gli studi a Cremona, Milano, Roma e Napoli. Nel 42 a.C. inizia la composizione delle Bucoliche, nel 37 delle Georgiche. Nel 29 infine si accinge a comporre l’Eneide, il poema destinato a celebrare, dalla distanza del mito, la figura di Augusto attraverso le gesta del progenitore troiano della casa Giulia. Il lavoro di stesura durerà un decennio, fino alla morte del  poeta, avvenuta a Brindisi il 21 settembre del 19 a.C. Viene sepolto a Napoli, nella città molto amata dei suoi studi giovanili.