Antigone. Variazioni sul mito

Antigone. Variazioni sul mito

a cura di

pp. 192, 8° ed.
978-88-317-7450-5
Antigone ribelle, Antigone dolente, Antigone eroica, Antigone martire, Antigone figlia, ma soprattutto Antigone sorella, che si oppone alle leggi della città in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue. Da quando Sofocle ha messo in scena la figlia di Edipo nel suo confronto epocale con il re di Tebe Creonte, Antigone è stata elevata a modello della ribellione individuale contro la sopraffazione dello stato e raramente, nel corso della sua storia post-sofoclea, ha potuto abbandonare questo ruolo. Dovunque vi siano discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo dell'eroina che sfida i regimi totalitari in nome di una pietas universale che «si estende dai fratelli di sangue a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando così ogni ethos tribale-nazionale» (Claudio Magris). Nei testi esemplari di Sofocle, Anouilh e Brecht rivive un mito che attraversa più di due millenni e la cui presenza nella storia della civiltà occidentale non può considerarsi conclusa.

Autori

nasce ad Atene probabilmente nel 497-96. Partecipa alla vita pubblica e politica di Atene con diversi incarichi: stratego insieme a Pericle durante la guerra di Samo, presidente degli ellenotami (amministratori del tesoro della lega attica), probulo dopo la catastrofe siciliana del 413.
Molto legato alla sua città, spirito profondamente religioso, ebbe una vita lunga e serena. Rispetto a Eschilo, innova i canoni della drammaturgia con l’aumento del numero degli attori e dei componenti del coro e scindendo la rigida struttura della trilogia in drammi indipendenti. Muore ad Atene nel 406 a.C. Gli sono attribuiti 123 drammi. Ne rimangono sette: Aiace, Antigone, Trachinie, Elettra, Edipo re, Filottete, Edipo a Colono, insieme a numerosi frammenti conservati nella tradizione indiretta e nei papiri.
detto Bertolt (Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino, 14 agosto 1956) è considerato il più influente drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco del XX secolo.