Massimiliano e l'esotismo

Massimiliano e l'esotismo

Arte orientale nel Castello di Miramare

pp. 96 con 63 ill. a col., 1° ed.
978-88-317-2786-0

«Naturalmente chi arriva a Trieste, cerca di alloggiare in riva; perciò anche noi scendemmo all’Hotel National, con la vista sul mare, uno dei migliori alberghi che io conosca... Dopo un’eccellente colazione a base di pesce, nel ben fornito fondaco cinese apprendemmo che la nave Wellington, con equipaggio cinese e indiano, sarebbe salpata il giorno seguente, diretta a Londra. Allora ci facemmo portare con una barca a bordo della Wellington, e dopo esserci fatti capire in qualche modo parlando inglese, salimmo in coperta con una scala di corda. Ci sembrava di essere in qualche illustrazione Vieuxlac, tanto eravamo stati trasportati in un’atmosfera cinese».

«La prima mattina in Asia Minore, la prima mattina nell’impero ottomano ci sorrise cordialmente: davanti a noi c’era l’Oriente con i suoi tesori, con la sua vegetazione, con le sue mille illusioni dei sensi; davanti a noi si apriva il fiore dell’Asia, il mondo dei sogni a lungo coltivati. Con le sue mille e mille case, in una confusione di colori, la città [Smirne] era posta su un’altura in riva allo specchio limpido del mare. Accanto alle cupole delle moschee, si ergevano snelli minareti, simbolo dell’islamismo, con la loro architettura aggraziata».

«Era un corteo singolare, un corteo da Mille e una notte, un quadro, o meglio, una serie di quadri nello stile di Horace Vernet, uno spettacolo che neppure la più fervida fantasia sarebbe capace di creare, né la penna più abile descrivere: infatti solo nel più profondo Oriente, in terra d’Asia, nei ricchi e animati bazar di Smirne, Damasco e Bagdad, solo dove regna la spada di Maometto, dove verdeggia la palma e la mezzaluna brilla nel deserto, si può avere uno spettacolo simile: una carovana di... cammelli carichi di merci e frutti».

«Chi non ha mai letto le Mille e una notte? Chi non ha sognato lo sfarzo turco, la ricchezza e il fasto orientali? Il lettore troverà tutte queste cose in alcune strade di Smirne, coperte di legno e di stoffe... Dappertutto c’è un’enorme confusione di colori e suoni». 

«I tappeti, e ne comprammo parecchi, vengono per lo più dalla Persia e sono bellissimi per la vivacità dei colori e la bellezza del disegno. Per le stoffe ricamate, che servono per confezionare pantofole, cappe, cuscini e borse, c’è una grandissima scelta e varietà di colori di ottimo gusto».
 

Massimiliano d’Asburgo
da Il mio primo viaggio
prefazione di R. Fabiani, Pordenone 1986