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Breve storia del mio silenzio

Breve storia del mio silenzio

1° ed.
978-88-297-0253-4
L’infanzia, più che un tempo, è uno spazio. E infatti dall’infanzia si esce e, quando si è fortunati, ci si torna. Così Giuseppe Lupo – scrittore, professore, uomo di parole scritte e pronunciate – ritorna lì dove, nella prima infanzia, ha smesso di parlare. Da un giorno all’altro, di punto in bianco, alla nascita della sorella minore. Natalia Ginzburg confessava di essersi spesso riproposta, nel corso della sua vita, di scrivere un libro che raccontasse le persone dell’infanzia e dell’adolescenza, e di Lessico famigliare diceva: «Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito.» Così Giuseppe Lupo – proseguendo, dopo Gli anni del nostro incanto, nell’“invenzione dal vero” della propria storia intrecciata a quella del boom economico e culturale italiano – racconta, sempre ironico e sempre affettuoso, dei genitori maestri elementari, dei parenti veri e di quelli acquisiti – come per esempio il venditore di libri –, della Basilicata che da rurale si trasforma a poco a poco in borghese – le case dove vive diventano più comode –, delle macchine che piano piano sostituiscono l’andare a piedi – e la mamma e il padre possono rientrare prima a casa da scuola –, della politica che ancora si diffondeva e si esercitava attraverso i comizi, e dunque degli oratori e dei professori che venivano scortati da falegnami con una favella altrettanto arguta; ma soprattutto questo romanzo racconta con amore ed esattezza di quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c’erano.

Autore

 è nato in Lucania (Atella, 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia. Per Marsilio, dopo l’esordio con L’americano di Celenne (2000; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello), ha pubblicato Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008), L’ultima sposa di Palmira (2011; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), Viaggiatori di nuvole (2013; Premio Giuseppe Dessì), Atlante immaginario (2014), L’albero di stanze (2015; Premio Alassio-Centolibri) e Gli anni del nostro incanto (2017; Premio Viareggio Rèpaci). È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del Sole 24 Ore e di Avvenire.