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Michele Federico Sciacca

Michele Federico Sciacca (Giarre, 1908-Genova, 1975) è uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento. Formatosi alla scuola di Giovanni Gentile, prende le distanze dal maestro quando, proprio su sua indicazione, studia Antonio Rosmini, di cui diventa acuto interprete e dalla cui analisi critica dell’immanentismo e delle debolezze dei principali esponenti del pensiero moderno trae gli elementi per fondare la propria posizione filosofica. Essa nasce dal dialogo intenso con alcuni classici della filosofia – Platone e Agostino in particolare – e dal confronto aperto con i filosofi moderni e ontemporanei. Lo scopo che guida la teoresi sciacchiana è innestare in un terreno aperto alla tensione metafisica tutti i semi di verità presenti nelle varie posizioni assunte dagli autori del pensiero occidentale. Le iniziative culturali di cui è stato promotore sono numerose: tra queste, nel 1945 è tra i fondatori del Centro di Studi Filosofici di Gallarate, nel 1946 fonda il «Giornale di metafisica», nel 1966 costituisce a Stresa il Centro Internazionale di Studi Rosminiani. La sua produzione filosofica è molto ricca; nelle sue intenzioni, essa doveva costituire un vero e proprio corpus capace di esplorare, oltre a figure e problemi storici della filosofia – si pensi alle monografie su Platone, Agostino, Tommaso, Rosmini, Pascal, Blondel, Reid, Unamuno –, le questioni essenziali inerenti la persona umana, centro della realtà e pertanto del compito della filosofia. Oltre a L’interiorità oggettiva, il suo pensiero speculativo è delineato principalmente nei volumi Atto ed essereFilosofia e metafisicaL’uomo, questo squilibratoMorte e immortalitàLa libertà e il tempoL’oscuramento dell’intelligenza.

I libri dell’autore