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Bartolomé de Las Casas

Bartolomé de Las Casas
La vita di Bartolomé de Las Casas, nato nel 1484 a Siviglia, è segnata dai continui viaggi nel Nuovo Mondo. A diciott’anni si trova a Hispaniola come catechista della spedizione militare incaricata di pacificare l’isola e tocca con mano la violenza della conquista. Ordinato diacono, nel 1512 si reca a Cuba e inizia a sensibilizzare la corona di Castiglia in tema di diritti indigeni, ma fallisce il suo progetto di una società ispano-indigena nel Venezuela orientale. Agli studi teologici e all’opera evangelizzatrice nel Messico meridionale, affianca la stesura delle opere più impegnative (Historia de las Indias e Apologética historia sumaria). Consacrato vescovo, è costretto a lasciare la sua diocesi di Chiapa e redige trattati e memoriali in difesa dei diritti indigeni. Nel 1547 torna definitivamente in Spagna dove è protagonista della celebre disputa con il cronista reale Ginés de Sepúlveda. Dopo la pubblicazione della Brevissima relazione della distruzione delle Indie (1552), attende alle grandi opere sulle culture indigene e sulla conquista spagnola. Muore a Madrid nel 1566, a 82 anni, dopo una vita consacrata alla tutela degli indios.