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Il lavoro in un'impresa di valore

Le cooperative di produzione e lavoro in Italia
a cura di

pp. 152, 1° ed.
978-88-317-9632-3

Un problema nuovo per le organizzazioni e le imprese, diversamente dal passato, è quello della socializzazione delle nuove generazioni che fanno il loro ingresso al lavoro e al valore del lavoro, ai valori di fondo dell'azienda, ai suoi obiettivi e alle sue finalità. Di come dare continuità nel tempo ai suoi valori ispiratori, considerando che il contesto sociale ed economico è mutato, e pure mutate sono le condizioni di vita, i livelli di istruzione, le aspettative e gli orientamenti della popolazione e dei lavoratori. Più in generale, e non solo nei confronti dei giovani, di come riuscire a coniugare i valori ispiratori originari con imprese cresciute e trasformate, che oggi competono anche sul piano internazionale e in un contesto in rapida evoluzione. Ciò vale a maggiore ragione per un'impresa come la cooperativa, dove la dimensione valoriale, mutualistica e solidaristica rappresenta uno degli assi fondamentali della sua esistenza, costituzione e regola di funzionamento. Ancora di più, se consideriamo che la cooperazione sta vivendo, almeno in Italia, in questi anni una particolare attenzione sotto il profilo sociale, politico e fiscale. Per la cooperazione questa fase costituisce un momento di sfida.

Daniele Marini (Padova, 1960) è professore di Sociologia dei processi economici e del lavoro all'Università di Padova e direttore scientifico della Fondazione Nord Est. Collabora come editorialista e analista al quotidiano "Il Sole 24 Ore". Con Marsilio ha curato l'annuale Nord Est. Rapporto sulla società e l'economia (Venezia 2008; con S. Oliva) e il volume Fuori dalla media. Percorsi di sviluppo delle imprese di successo (Venezia 2008). Con Edizioni Lavoro ha pubblicato Una domanda da educare (Roma 1995).