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nasce nel 480 a.C. a Salamina e muore nel 406 in Macedonia, alla corte del re Archelao. Scarse sono le notizie concrete sulla sua vita, molte le leggende fiorite sul suo conto. Poco amato - perché poco capito - dal pubblico contemporaneo, ebbe una grande fortuna postuma e fu il più letto e il più conosciuto dei tre grandi tragici greci nel corso dei secoli. Della sua vasta produzione (gli si attribuiscono una novantina di drammi) sono pervenute a noi diciassette tragedie (Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti); un dramma satiresco: il Ciclope. Di incerta attribuzione è il Reso.
(Vienna 1874-Rodaun 1929), scrittore, poeta e drammaturgo, testimone lucido ma addolorato della dissoluzione dell’Impero asburgico e della crisi politico - culturale europea del primo Novecento. Tra le sue numerose opere: La morte di Tiziano (1892), Lettera di Lord Chandos (1902), Elettra (1903), Edipo e la Sfinge (1905), Il cavaliere della rosa (1911), Arianna e Nasso (1912), La donna senz’ombra (1916), La torre (1925 - 27).