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Le Bourru bienfaisant. Il burbero di buon cuore

a cura di
978-88-317-8136-7

Commedia scritta in francese per il pubblico della Comédie française e andata in scena nel novembre 1771, Le Bourru bienfaisant rappresenta il maggiore successo di Goldoni a Parigi ed entra in quel repertorio per restarvi fino a metà dell’Ottocento. Incentrata sul personaggio brusco e vivace del protagonista Géronte, alle prese con i dissesti economici del nipote Dalancour e gli amori della nipote Angélique, il testo coniuga la tipologia tradizionale della commedia di carattere di ascendenza molieresca con le nuove istanze patetiche e sentimentali del dramma borghese. Sfidando l’opera e le proposte teoriche di Diderot, evocato sul piano metateatrale dalla partita a scacchi che si gioca tra Géronte e l’amico Dorval, Goldoni costruisce un testo regolare nel rispetto delle bienséances, smentendo le accuse di essere un autore di farse e dimostrando l’avvenuta integrazione con il gusto e la tradizione comica francesi. Il personaggio di Géronte misura, dinanzi al disordine della sua famiglia, la propria inadeguatezza al vivere e la coscienza di una profonda solitudine interiore, quasi un domestico Misanthrope, mentre la sua passione per il gioco degli scacchi quale unico piacere e rifugio attesta l’inquieta comicità dell’ultimo Goldoni.

Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Orto-lani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine de- dicate alla fortuna.

Paola Luciani insegna letteratura italiana all’Università di Firenze. Si è occupata di letteratura italiana dell’Ottocento e del Settecento, con particolare attenzione al teatro tragico e comico. Per questa edizione nazionale ha curato I pettegolezzi delle donne.

Autore

Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna.