La guerra dei Murazzi

La guerra dei Murazzi


pp. 208, 2° ed.
978-88-317-2778-5

Enrico Remmert è il cantastorie delle vite qualsiasi che si incrociano e si intrecciano in quel luogo dell'anima - pieno di pericoli e possibilità, di scelte e rischi - che è la Notte. A ciascuno dei suoi personaggi è offerta una scelta. Si può essere eroi o vili, si può fuggire o restare, si può combattere o nascondersi. Tutto nella Notte si decide: soprattutto l'amore. E così l'autore raduna, in una Torino più magica che vera o in una Cuba più sognata che reale, una folla di personaggi, ciascuno legato a un destino al quale vuole aderire o dal quale vuole liberarsi. Un buttafuori albanese, una ragazza cubana, un parrucchiere giapponese, un gruppo di hooligan inglesi, due serbi allevatori di cani, e tanti altri: su di loro incombe la Storia con tutto il suo peso inerte e la sua pressione senza volto. Con eleganza, delicatezza e una trepidazione che non diventa mai sentimentalismo, Remmert racconta queste esistenze, minime e trascurabili come la nostra, mostrando il punto in cui, magari per una volta nella vita, diventano incandescenti: e si trasformano, o bruciano.

Hanno detto di "La guerra dei Murazzi":

«Quattro racconti bellissimi, scritti con grande talento e altrettanto grande artigianato, che aprono nel tessuto della realtà varchi verso altre dimensioni.»
Dario Voltolini
 
«È la cosa migliore che abbia letto negli ultimi anni.»
Ernesto Aloia
 
«Enrico Remmert al suo meglio: in un libro che è allo stesso tempo lo spaccato di una stagione irripetibile e l'ultimo battito del cuore pulsante di una notte durata vent'anni.»
Giuseppe Culicchia
 
«Un libro che mi è piaciuto molto e che a ogni pagina regala sensazioni davvero belle.»
Alessandro Barbero
 
«La guerra dei Murazzi di Remmert è un libro che contiene un dispositivo magico.»
Luca Ragagnin
 
«Di Remmert stupisce sempre il fatto che sia la scrittura e non la trama a creare ritmo: punteggiatura, misura delle frasi, brevità dei dialoghi; con questi strumenti riesce a creare tensione narrativa anche dove i fatti procedono con calma.»
Alessandro Perissinotto
 
«La guerra dei Murazzi vibra sulla pagina non solo per l'esattezza dello sguardo e per la pulizia della ricostruzione degli eventi, ma anche per il ritmo della scrittura, per le parole che battono il tempo alle notti torinesi di cui racconta, delle vite che le abitavano, e della corrente del fiume cui la città, in quegli anni, affidava speranze e peccati.»
Fabio Geda

«Remmert ha scritto uno dei libri più forti, coraggiosi e autentici del panorama italiano. Ce n’era bisogno.»
Lorenzo Mazzoni, Il Fatto Quotidiano
 
«Con uno stile essenziale, ricco di descrizioni, considerazioni e spunti ironici, Remmert conduce il lettore da un capitolo all’altro con la disinvoltura di un regista che accompagna lo spettatore lungo una sequenza di scene il cui comune denominatore è la ricerca di un approccio possibile alla varietà stupefacente, e spesso drammatica, dei fatti della vita.»
Matteo Speroni, Corriere della Sera
 
«La guerra dei Murazzi riafferma l’urgenza di Remmert: testimoniare una certa idea di letteratura, plasmata al fuoco della vita, immergendosi nell’umana tragedia-commedia, disdegnando le imbellettature, i fondali di cartapesta, le pavide ritirate nei ripostigli della scrittura asettica.»
Bruno Quaranta, La Stampa
 
«Lo scrittore elegiaco, oggi, dispiega forse tutto il suo armamento stilistico per ingannare il tendenziale discredito che gli verrebbe dai fautori, assai maggioritari, dell’epica; e in generale anche al di fuori del giallo, dello stile tribunizio. Bisogna scovarlo. Enrico Remmert è uno di questi, abilissimo a mascherarsi.»
Mario Baudino, Il Libraio
 
«La guerra dei Murazzi ha qualcosa in più: una capacità di emozionare e di colpire l’immaginazione del lettore che hanno molto a che fare con la grande letteratura.»
Seia Montanelli, L’aria che tira

«Jean Giono, nei primi anni del dopoguerra, tirava in ballo i cantastorie arabi capaci di tenere banco davanti ai passanti e intrattenerli fino alla fine del racconto. Quanti scrittori dei nostri giorni raccoglierebbero il guanto di sfida gettato dal maestro per mostrarsi capaci di mettersi a raccontare storie, in un angolo di strada qualunque? Enrico Remmert sì e ne ho le prove.»
Francesco Forlani, Nazione Indiana
 
  • Sabato 30 Giugno 2018 18:00 - Castello di La Manta (CN), Six Ways Festival

Autore

è nato nel 1966 a Torino. Per Marsilio ha pubblicato tre romanzi: Rossenotti (1997), La ballata delle canaglie (2002) e Strade bianche (2010). È tradotto in una decina di lingue.