Pazzesco!

Dizionario ragionato dell'italiano esagerato

pp. 240, 1° ed.
978-88-317-2132-5

L’italiano del nuovo millennio è una lingua pazzesca, perché chi la parla spesso è incapace di intendere quel che vuole dire. Trabocca di termini stranieri o falsamente familiari, usati a sproposito o usciti di senno, che significano tutto e il loro contrario, come l’aggettivo pazzesco: indica qualcosa di pazzo, straordinario o anormale, ma è così diffuso da essere diventato un’esclamazione universale che esprime indistintamente stupore, meraviglia, ammirazione, terrore. La colpa? È di Fantozzi e di Grillo, di un’aranciata amara e, ovviamente, nostra. Ma il dilagare di pazzesco è solo il sintomo più evidente dell’impazzimento generale di una lingua esasperata, esagerata ed esagitata, nei toni e nelle proporzioni, nel lessico e nella sintassi, per la continua e incrociata sovraesposizione mediatica alla ricerca di visibilità e condivisione, al bar come sui social network. In questo libro Luca Mastrantonio denuncia, nella prima parte, le mutazioni dell’italiano di oggi: il digitaliano, il new inglesorum, la neo-lingua di regime, il sinistrese di destra, l’antipolitichese, il politicamente ipercorretto, la porno-emotività, l’apatia critica, il battutismo cinico… Segue un dizionario che mette a nudo alcune parole pazzesche per demistifi carne l’orrore e per favorire la comunicazione tra tribù italiane distanti: padri e figli, nativi digitali e tardivi analogici, chi usa emoticon, acronimi e faccini, e chi invece traduce Facebook in Faccialibro e campa di apericena; e, ancora, tra milf e bimbiminkia, zombi e neo-cafoni, troll e vegani, hipster e toy boy… Parole d’ordine del nuovo conformismo per cui siamo tutti geniali e smart, facciamo overdose di selfi e e mettiamo l’hashtag ovunque, mimiamo le #virgolette per prendere le distanze da noi stessi e controlliamo i like su Facebook per sentirci socialmente vivi. Invochiamo la meritocrazia solo per noi e la rottamazione sempre per gli altri, whatsappiamo come matti e facciamo sexting senza precauzioni. Certo, abbiamo bisogno di love, ma se non stiamo attenti un fragoroso LOL ci seppellirà. Meglio imparare a conoscere queste parole, per evitarle o evitare di abusarne. Prima che siano loro ad abusare di noi.

Autore

(Milano, 1979) è alla redazione culturale del «Corriere della Sera» dal 2011 per la progettazione e realizzazione dell’inserto «la Lettura». Scrive di cultura, politica e società. È stato responsabile delle pagine e degli inserti di cultura e spettacoli del quotidiano «Il Riformista», dal 2003 al 2011. Ha pubblicato Hugo Chávez. Il caudillo pop (Marsilio 2007), scritto insieme a Rossana Miranda, Irrazionalpopolare (Einaudi 2008), con Francesco Bonami, e Intellettuali del piffero (Marsilio 2013, 2 edizioni). È autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche (per Radio3 e Radio24) e documentari (per RaiCinema). Per Corriere Tv ha curato la webserie I ragazzi degli anni ’90. Insegna Comunicazione multimediale alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano. Suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie (Ogni maledetta domenica, minimum fax 2010) e riviste («Nuovi Argomenti»). Il suo blog è criticalmastra.corriere.it.