Animerama

Animerama

Storia del cinema d'animazione
introduzione di

pp. 256 con 40 ill. b/n f.t., 1° ed.
978-88-317-2047-2
Come precisa nella sua introduzione Giannalberto Bendazzi - uno dei più importanti esperti e storici del cinema d'animazione mondiale -, «l'opera di Roberta Novielli è una ventata di aria fresca», poiché segna un punto di svolta nello studio e nella comprensione dei lungometraggi e, soprattutto, dei cortometraggi nipponici che da decenni popolano la nostra esistenza. Il Giappone è l'unico grande paese del mondo a non essere mai stato colonizzato dagli europei, paese che, dopo le civiltà dell'Asia, ha assorbito e filtrato la civiltà occidentale per un secolo e mezzo, senza però omogeneizzarsi. Nella storia mondiale dell'animazione il Giappone rappresenta inoltre un caso unico, per l'entità del suo successo produttivo e distributivo e, soprattutto, per il miracoloso (e tuttora inesplicabile) cocktail artistico che ha sotteso tale enorme successo. A partire dal pre-cinema fino a oggi, il volume ripercorre quindi lo sviluppo e le vicende dell'animazione giapponese, attraverso i suoi protagonisti, le logiche produttive, ma soprattutto nelle sue intersezioni con la cultura e la società nipponica di cui ha tradotto nel tempo ogni tensione e mutamento. «Al suo interno si delinea incisivamente il come, il quando e il valore di una produzione tutt'intera, in un modo che ci permette di ricomporre la frammentarietà precedente», spiega ancora Bendazzi. Accanto ai nomi più noti al pubblico italiano, scorrono i profili di artisti e sperimentatori che hanno contribuito a rendere questa storia unica e meravigliosa.

Autore

 (1964-2026) ha insegnato Storia del cinema presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le massime specialiste internazionali di cinema giapponese, ha dedicato numerosi studi alle relazioni tra immaginario cinematografico, società e trasformazioni culturali in Giappone. Autrice di saggi e volumi fondamentali sulla cultura visiva contemporanea (tra cui la sua Storia del cinema giapponese), ha affiancato all’attività accademica quella di curatrice e divulgatrice. Per anni ha condotto un dialogo diretto e continuativo con Tsukamoto Shin’ya, di cui ha approfondito l’intera opera in chiave storico-critica attraverso ricerche e incontri istituzionali.