Scatto matto

Scatto matto

La stravagante vita di Adolfo Porry-Pastorel, il padre dei fotoreporter italiani

pp. 160 con 81 ill. b/n, 1° ed.
978-88-317-1527-0

La storia del giornalista che "allegava"
le sue immagini ai piccioni viaggiatori,
facendole volare nel cielo

Ancora agli inizi del Novecento, i giornali italiani erano soliti illustrare i fatti di cronaca più salienti grazie all'abilità di qualche disegnatore. Porry Pastorel, giovane cronista in erba, ebbe, nel 1906, l'audacia di proporre al direttore del Messaggero di poter sostituire il mezzo fotografico a matite e pennelli. In un periodo nero per la stampa italiana come l'epoca fascista, le foto scattate e pubblicate di Adolfo Porry-Pastorel rappresentavano veramente un baluardo di libertà. Egli contribuì a mostrare un volto inedito di Mussolini offrendo alla stampa estera il destro per una efficace satira politica. Sempre da un'angolazione originale e stravagante. Sempre in bilico tra dovere di cronaca e cura dell'immagine. Adolfo Porry-Pastorel ha immortalato in 9 milioni di click la storia del nostro Paese. Vania Colasanti, attraverso l'inedito materiale di famiglia e foto esclusive, ha ripercorso le tappe salienti della sua vita.

Guarda l'intervista a Vania Colasanti su Tv2000

www.vaniacolasanti.com

 

Autore

, giornalista professionista dal 1989, è autrice per la Rai di programmi televisivi – prevalentemente culturali e di spettacolo – dal 1997.
Oltre ad aver lavorato per «Paese Sera» e per «Il Venerdì di Repubblica», ha collaborato con «L'Espresso», le pagine romane del «Corriere della Sera», «Wimbledon», «Arte Mondadori» e la rivista letteraria «Storie». Attualmente lavora per RaiTre nel programma «Storie Maledette» di Franca Leosini.
Nel 2011 ha pubblicato il libro Ciao, sono tua figlia. Storia di un padre ritrovato, sull'importanza della figura del padre e l'accettazione dei genitori latitanti.
Nel 2013 ha pubblicato Scatto Matto. La stravagante vita di Adolfo Porry-Pastorel, il padre dei fotoreporter italiani: la storia del pioniere del fotogiornalismo – legato alla sua famiglia – che, per battere la concorrenza, inviava i negativi delle sue immagini con i piccioni viaggiatori, di cui nel 2016 ha curato anche la voce per l'Enciclopedia Treccani nel dizionario biografico degli italiani.

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