Ippolito Caffi. Tra Venezia e l'Oriente

1809-1866
a cura di

pp. 240 con 179 ill. a col., 1° ed.
978-88-317-2568-2

Il catalogo per la prima volta documenta il fondo pittorico composto dalle oltre 150 opere donate alla città di Venezia nel 1889 dalla vedova di Caffi, Virginia Missana, comprendente anche disegni sciolti e schizzi, questi ultimi conservati al Museo Correr. Viaggiatore instancabile, per inquietudine personale e per desiderio di conoscenza, Caffi fu senza dubbio il più innovativo e originale vedutista dell’Ottocento italiano, insuperabile nell’immortalare con la sua pittura di luce l’anima di luoghi e di popoli incontrati nei tanti viaggi in Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Fossero i luoghi del suo viaggiare una scelta, come nel caso del Vicino Oriente ma anche di Roma e Napoli, o fossero mete alle quali veniva costretto dalla propria militanza patriottica, egli ce ne ha lasciato un’immagine artisticamente viva e vitale, ma anche socialmente inedita, di cui si potrà cogliere ora l’assoluta unicità. Le opere della collezione sono organizzate per sezioni: Venezia, rifugio dell’anima, Roma, maestra di prospettiva, Fascino delle sirene d’Oriente, Le città dell’esilio; mentre un lungo saggio della curatrice Annalisa Scarpa dal titolo Ippolito Caffi, una vita in viaggio tra arte e passione politica apre il catalogo.