Capitalismo, socialità, partecipazione

a cura di

pp. 312, 1° ed.
978-88-317-9673-6
In Capitalismo, socialità, partecipazione, scritto nel 1976, Fanfani proseguì la sua indagine sulle manchevolezze e sui limiti del sistema capitalistico avviata
nel 1934 con Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo.
A trent’anni da questa opera destinata a diventare un classico del pensiero economico, confermò il suo giudizio critico: il capitalismo era insostituibile nella produzione della ricchezza ma incapace di distribuirla equamente. Di qui la necessità di riformarlo sottoponendolo al “controllo” di una vasta partecipazione democratica, a suo avviso strumento indispensabile per correggere un sistema economico poco attento alle esigenze di una maggiore giustizia sociale.
«Il volume - scrisse Fanfani nella prefazione alla prima edizione italiana – si inserisce nel discorso tuttora aperto attorno ai modi migliori per adottare sistemi che eliminino i danni prodotti dal capitalismo. Ma facciamo ciò, come i più avveduti sperano, senza provocare i danni che potrebbero derivare dal ripudio indiscriminato di validi ideali etici e politici e di istituzioni sociali e strumenti tecnici scoperti o aggiornati dall’umanità anche nell’età del capitalismo».
Rilette nei giorni in cui è in atto una delle più gravi crisi della finanza e dell’economia mondiali, provocata dall’instabilità dei mercati e dalla mancanza di efficaci regole condivise, queste riflessioni di Fanfani appaiono di scottante attualità.

Autore

(1908 - 1999), studioso dei processi storico-economici e protagonista della politica italiana e internazionale del secondo Novecento, ha insegnato per cinquant'anni Storia economica prima all'Università CAttolica di Milano poi all'Università La Sapienza di Roma. Attivissimo mebro dell'Assemblea Costituente (sua è la definizione dell'Italia "Repubblica democratica fondata sul lavoro") è stato deputato e senatore in tutte le legislature repubblicane, senatore a vita dal 1972, segretario della Democrazia Cristiana negli anni cinquanta e settanta, sei volte presidente del Consiglio, ministro del Lavoro, dell'Agricoltura, degli Interni, degli Esteri e del Bilancio, per quattordici anni presidente del Senato, presidente nel 1965-66 - unico italiano - dell'Assemblea generale dell'Onu.  E' autore di numerosissime pubblicazioni, tra cui Le origini dello spirito capitalistico in Italia (1933), Storia delle dottrine economiche (due volumi, 1938-1945), Storia economica (1940), Indagini sulla "rivoluzione dei prezzi" (1940), Colloqui sui poveri (1942), Storia del lavoro in Italia dalla fine del secolo XV agli inizi del XVIII (1943), Capitalismo, socialità, partecipazione (1976), Giorgio La Pira (1978).