La fine del mondo
introduzione di Shuichi Kato
a cura di Graziana Canova

Presente, passato e futuro si sovrappongono di continuo nell'universo ossessivo in cui Tami, la giovane protagonista, proietta le sue allucinazioni. Mentre intorno, nell'imprecisato paese del nord del Giappone in cui la vicenda si svolge, tutto è grigio, freddo e inospitale, il mondo di Tami si colora di sinistri riflessi rossastri, e su questo sfondo essa vive il dramma di uno sdoppiamento di personalità che la travolge fino ad annientarla. Tami è la nemica di se stessa e deve eliminare l'avversaria, quella "secondo lei" che le parla, l'aspetta, si mostra minacciosa. Il tentativo di annientare "l'altra" si risolve però nell'annientamento dell'unica, e vera, se stessa. Attraverso un ritmo incalzante che alterna il monologo interiore, il flusso di coscienza e la narrazione oggettiva, con uno stile terso e avvincente, Fukunaga descrive, in quello che considera il proprio racconto più cupo, i progressivi passaggi da un turbamento che diventa angoscia, da un delirio che si muta in follia, fino alla inevitabile, tragica conclusione. La fine del mondo (1959) è il primo testo di Fukunaga tradotto in Occidente. Kato Shuichi, critico e romanziere di fama internazionale, è, tra l'altro, autore di una Storia della letteratura giapponese in tre volumi, uscita presso Marsilio. Graziana Canova è laureata in lingua e letteratura giapponese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Vive a Milano dopo aver soggiornato in Giappone per diversi anni. Per la Letteratura universale Marsilio ha curato la traduzione di La belva nell'ombra di Edogawa Ranpo (1992).


