Il cortigiano architetto

Il cortigiano architetto

Edilizia, politica, umanesimo nel Quattrocento ferrarese
1° ed.
978-88-317-1341-2
Reputato dai contemporanei l'uomo più ricco di Ferrara, Bartolomeo Pendaglia (1395-1462) è anche il più importante mecenate privato della città nella prima metà del Quattrocento: aderendo agli orientamenti culturali d'avanguardia, crea - basandosi sui testi classici - uno dei primi esempi di villa concettualmente all'antica nel panorama rinascimentale italiano; si tratta della sua residenza a Consandolo, precocemente confiscata dai marchesi d'Este per aggiungerla al novero delle proprie residenze di campagna. Il suo palazzo urbano, tuttora in parte conservato, era reputato il più bello della città e funse da modello per la famosa casa di Giovanni Romei, parente e socio in affari di Pendaglia. Bartolomeo costruì altri palazzi a Zenzalino, Sermide e Mantova, dove era intimo amico di Ludovico Gonzaga. Vicinissimo ai marchesi d'Este, parte integrante del loro circolo intellettuale (gli sono amici Guarino e Flavio Biondo, solo per citare due nomi illustri), Pendaglia gioca un ruolo di primo piano nell'edificazione della celebre villa di Belriguardo, che costituisce la traduzione in chiave principesca delle sue speculazioni sui modelli residenziali antichi, già sperimentate a Consandolo. Il quadro che viene a delinearsi costituisce una visione nuova della corte estense nel periodo di Leonello e Borso, che dà spessore concreto (dal punto di vista artistico e architettonico) alla tradizionale figura di principe/umanista incarnata da Leonello e fornisce spunti per una più obiettiva lettura della personalità di Borso. Ma soprattutto resuscita a nuova vita tutta una classe dirigente troppo spesso relegata a un ruolo di subordine, anche intellettuale, e che dimostra invece una sorprendente vivacità.

Autore

è dottore di ricerca in storia dell'architettura e dell'urbanistica. Svolge la propria attività di studio e insegnamento presso l'Università Iuav di Venezia e l'Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi saggi sul Rinascimento, toccando molteplici aspetti della storia dell'architettura e della città, dal cantiere alla trattatistica, dalla committenza al progetto, alla rappresentazione. Per i tipi Marsilio ha curato il volume Lo stato dipinto. La sala delle vedute nel castello di Spezzano (2011) e pubblicato la monografia Il cortigiano architetto. Edilizia, politica, umanesimo nel Quattrocento ferrarese (2012), oltre a numerosi contributi in volumi miscellanei.