Elogio delle minoranze

Le occasioni mancate dell'Italia

pp. 224, 1° ed.
978-88-317-0917-0
Cosa accomuna gli eretici italiani del Cinquecento e i social-riformisti dell'Italia primo-novecentesca, i galileisti del Seicento e gli igienisti dell'Ottocento, i protagonisti del Triennio giacobino e la famiglia allargata dei liberali di sinistra e progressisti? Innanzitutto l'atteggiamento mentale critico, consapevole, ma sempre distinto dal pragmatismo e dall'antidogmatismo. Infine un amaro destino: duramente sconfitti, costretti ad assistere in vita alla dissoluzione dei loro progetti, sono stati anche oggetto di dimenticanza o di damnatio memoriae. Massimiliano Panarari e Franco Motta ripercorrono la storia del nostro paese rileggendola attraverso le esperienze di quelle "grandi" minoranze virtuose, che hanno combattuto battaglie di stampo riformatore e per il cambiamento delle condizioni di vita. Un filo rosso attraversa il libro alla ricerca delle energie fondative di quella che avrebbe potuto essere un'altra Italia, i cui esponenti si rivelano oggi più vicini ai modelli sociali e culturali che risultarono vincenti in buona parte dell'Occidente sviluppato.

Autori

è ricercatore in Storia moderna presso l'Università di Torino. Tra i suoi interessi di studio, le strategie politiche e culturali della Chiesa cattolica tra xvi e xviii secolo. Ha curato l'edizione della Lettera a Cristina di Lorena di Galileo Galilei (Marietti 2000) ed è autore di una biografia del cardinale Roberto Bellarmino (Bellarmino. Una teologia politica della Controriforma, Morcelliana 2005).
insegna Comunicazione politica all'Università di Modena e Reggio Emilia e Marketing politico alla School of Government dell'Università luiss "Guido Carli" di Roma. Già collaboratore di «Repubblica», delle riviste «Il Mulino» e «Reset», è editorialista della «Stampa» e di «Europa». Ha curato le edizioni italiane degli scritti, tra gli altri, di Robert Reich, Pierre Rosanvallon e Jacques Attali. Tra i suoi libri: L'egemonia sottoculturale (Einaudi 2010).