Mestre, l'anima nascosta
a cura di Daniele Resini
19 aprile - 8 giugno Centro Culturale Candiani / Cassa di Risparmio di Venezia
Uno straordinario patrimonio di scritture inedite su una città industriale negli anni cruciali della sua trasformazione. Questo, in sostanza, è quanto ci hanno lasciato due fotografi dilettanti che hanno operato, in modo inconsciamente complementare, a MEstre e MArfhera fra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. La definizione di dilettanti, in questo caso è riduttiva. I due infatti, hanno documentato sistematicamente la città e il territorio con un ampio racconto fotografico che spazia in tutti i settori della vita sociale, dell'attività politica e sindacale, della quotidianità del centro e dei grandi quartieri popolari della terraferma veneziana. Sergio Del PEro e Ferdinando Poles provengono da esperienze e seguono percorsi diversi. Muranese trapiantato a Mestre il primo, socio del circolo "La Gondola" (che ne conserva ancor oggi l'archivio dei negativi e una serie di stampe originali) e più attento a una ricerca estetica originale e innovativa; mestrino, cattolico, impegnato politicamente e sindacalmente il secondo, più legato, pur con una marcata ricerca formale, alla descrizione puntuale di una società in tumultuosa trasformazione. Le immagini di Del Pero ci raccontano Mestre e il suo territorio già dai primi anni Cinquanta. Di Poles, a parte una piccola serie di immagini realizzate fra il 1958 e il 1959, ci rimangono ampie testimonianze della seconda metà degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta.
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