Alessandro Bertante
Al Diavul
«Il popolo di Barcellona è padrone della città. Sono le due di pomeriggio del 20 luglio 1936. Comincia la Rivoluzione»
Campagna alessandrina, primo decennio del Novecento. Errico Nebbiascura, figlio di Ruggero, fabbro del paese e anarchico schedato dalla polizia, viene al mondo con un occhio viola, segno di distinzione e presagio di sventura. La sua infanzia si compie fra i giochi nei campi e la fornace del padre, in un mondo magico e ancora arcaico, cullando poi, durante l’adolescenza, sogni avventurosi e rivoluzionari nell’Italia del biennio rosso e delle lotte operaie. Ma l’avvento del fascismo lo soffocherà in una cupa realtà di rassegnazione. Fino alla improvvisa partenza, al lungo viaggio verso la Spagna, dove insieme alla sua compagna Marisol, vivrà da protagonista le diverse fasi della guerra civile, prima nella Barcellona libertaria e poi nella “Columna de Hierro”, la leggendaria colonna anarchica del fronte aragonese.
Incantato dalla vita e sconfitto dal destino, Errico compierà un tragico percorso verso l’abisso, scoprendo l’anima maledetta di Al Diavul.
Storia epica e romantica, Al Diavul racconta di un sogno e di un amore infinito, un sentimento assoluto che diventa il motore di una vicenda simbolo delle pulsioni del Novecento, il secolo delle moltitudini in lotta. Con linguaggio nitido ed evocativo, Alessandro Bertante dà vita a una storia appassionante, orgoglioso inno alle illusioni perdute.
Campagna alessandrina, primo decennio del Novecento. Errico Nebbiascura, figlio di Ruggero, fabbro del paese e anarchico schedato dalla polizia, viene al mondo con un occhio viola, segno di distinzione e presagio di sventura. La sua infanzia si compie fra i giochi nei campi e la fornace del padre, in un mondo magico e ancora arcaico, cullando poi, durante l’adolescenza, sogni avventurosi e rivoluzionari nell’Italia del biennio rosso e delle lotte operaie. Ma l’avvento del fascismo lo soffocherà in una cupa realtà di rassegnazione. Fino alla improvvisa partenza, al lungo viaggio verso la Spagna, dove insieme alla sua compagna Marisol, vivrà da protagonista le diverse fasi della guerra civile, prima nella Barcellona libertaria e poi nella “Columna de Hierro”, la leggendaria colonna anarchica del fronte aragonese.
Incantato dalla vita e sconfitto dal destino, Errico compierà un tragico percorso verso l’abisso, scoprendo l’anima maledetta di Al Diavul.
Storia epica e romantica, Al Diavul racconta di un sogno e di un amore infinito, un sentimento assoluto che diventa il motore di una vicenda simbolo delle pulsioni del Novecento, il secolo delle moltitudini in lotta. Con linguaggio nitido ed evocativo, Alessandro Bertante dà vita a una storia appassionante, orgoglioso inno alle illusioni perdute.
Hanno scritto di Al Diavul :
«Nuda voce tra il silenzio immobile della campagna e il fragore degli scontri» Maurizio Bono, la Repubblica
«Il fascino di un’epica popolare: è questo il dono più grande che ci fa Bertante» Giorgio De Rienzo, Corriere della Sera
«Un’epopea ispanico-monferrina che si apre e si chiude sui toni lenti del silenzio provinciale» Sergio Pent, TuttoLibri La Stampa
«Un esordio di rara potenza narrativa» Gian Paolo Serino, Il Venerdì di Repubblica
Alessandro Bertante è nato ad Alessandria nel 1969. Scrittore e critico letterario, da sempre vive e lavora a Milano. Nel 2000 ha pubblicato il romanzo Malavida (Leoncavallo Libri), nel 2003 ha curato per la Piemme la raccolta di racconti 10 storie per la pace, nel 2005 è uscito il saggio Re Nudo (NDA Press) e nel 2007 il saggio Contro il ’68 (Agenzia X). Collabora con «La Repubblica», «Liberazione», «Satisfiction» e «Pulp» ed è condirettore artistico del festival letterario Officina Italia.
Alessandro Bertante è nato ad Alessandria nel 1969. Scrittore e critico letterario, da sempre vive e lavora a Milano. Nel 2000 ha pubblicato il romanzo Malavida (Leoncavallo Libri), nel 2003 ha curato per la Piemme la raccolta di racconti 10 storie per la pace, nel 2005 è uscito il saggio Re Nudo (NDA Press) e nel 2007 il saggio Contro il ’68 (Agenzia X). Collabora con «La Repubblica», «Liberazione», «Satisfiction» e «Pulp» ed è condirettore artistico del festival letterario Officina Italia.
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