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Paola Venturelli

Smalto, oro e preziosi

Oreficeria e arti suntuarie nel Ducato di Milano tra Visconti e Sforza


Smalto, oro e preziosi

Tra la fine del xiv secolo e gli inizi del xvi la corte visconteo-sforzesca è a tal punto ricca da poter rivaleggiare con quelle oltremontane ed essere osservata con meraviglia dai signori italiani. Per soddisfare le sue esigenze di lusso lavorano artisti e artigiani, realizzando prodotti d’alta qualità e singolare pregio, per nulla inferiori a quelli delle botteghe estere. Miniatori, orafi, scultori, pittori e maestri d’architettura s’incontrano e scambiano reciproche esperienze, anche grazie ai grandi cantieri del Duomo di Milano e della Certosa di Pavia, sorti dalla fine del Trecento, e ai duchi strettamente legati. Dall’epoca di Gian Galeazzo, primo duca Visconti dal 1395, fiorisce inoltre una grande tradizione miniatoria che ha come fulcro le personalità di Giovannino de’ Grassi, anche architetto e scultore del Duomo di Milano, e di Michelino da Besozzo. Dalle loro invenzioni figurative sembra trarre iniziale spunto la grande tradizione dell’oreficeria lombarda, soprattutto nella declinazione degli smalti. A partire dalle prime prove in smalto en ronde bosse - dunque sperimentate anche in Lombardia, al contrario di come si supponeva sino a oggi - questo settore d’artigianato raggiunge progressivamente punti qualitativamente altissimi, consolidandosi durante il governo degli Sforza. Saranno in modo particolare gli anni del governo di Ludovico il Moro e della giovane consorte Beatrice d’Este, a registrare prove e sperimentazioni di notevole interesse.

Oreficerie sontuose, arricchite da smalti anche a pittura dagli effetti specchiati e rilucenti, ravvivati da tocchi d’oro, insieme ai vetri oro dipinti, ai nielli realizzati da autori aggiornati sui fatti salienti dell’arte, cresciuti anche a contatto con la grande lezione offerta da Leonardo da Vinci, danno concretezza allo sfarzo che distinse la Lombardia tra Visconti e Sforza, e che si chiuse alla morte di Francesco ii, ultimo signore Sforza prima dell'ingresso dello Stato di Milano nell’orbita spagnola (1535).

Paola Venturelli, oltre a saggi per cataloghi di mostre e in volumi miscellanei e ad articoli per riviste specializzate, sull’argomento ha pubblicato i volumi: Gioielli e gioiellieri milanesi. Storia, arte, moda (1450-1630), Silvana 1996; Glossario e documenti per la gioielleria milanese (1459-1631), La Nuova Italia 1999; Vestire e apparire. Il sistema vestimentario femminile nella Milano spagnola (1539-1676), Bulzoni 1999; Leonardo da Vinci e le arti preziose. Milano tra xv e xvi secolo, Marsilio 2002; Alfredo Ravasco, Skira 2003; è in corso la pubblicazione di Cristalli, cammei, pietre dure milanesi per le corti d’Europa (xvi - xvii secc.), Skira.


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informazioni


pp. 280 con 90 ill. in b/n f.t.
Euro 23,00
2003
isbn: 978-88-317-8299-9



Esmaillée à la façon de Milan
Smalti nel Ducato di Milano da Bernabò Visconti a Ludovico il Moro
Euro 26,00
isbn: 978-88-317-9516-6

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