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Francisco de Quevedo

L'imbroglione

a cura di Aldo Ruffinatto
traduzione e note di Maria Rosso Gallo


L'imbroglione

La Historia de la vida del Buscón, llamado don Pablos, ejemplo de vagamundos y espejo de tacaños, di Francisco de Quevedo, fu pubblicata per la prima volta a Saragozza nel 1626, ma probabilmente fu scritta una ventina di anni prima, fra il 1603 e il 1608. Seguendo le convenzioni del genere picaresco, si narrano in forma autobiografica le peripezie di un personaggio, marchiato fin dalla nascita dall’infamia delle sue origini familiari. Animato dall’ambizione di diventare un gentiluomo, il protagonista, lungo un itinerario vitale che lo mette a contatto con la malvagità e la stoltezza del genere umano, tenta di entrare nel mondo degli aristocratici, assumendo delle false identità. Ma tutto è inutile: ogni sua impostura viene smascherata e Pablos, colpevole di attentare alla codificazione sociale, non riuscirà a recidere i suoi legami di sangue e finirà per integrarsi definitivamente nel mondo degli emarginati e dei delinquenti. Le miserie del mondo picaresco offrono al genio tipicamente barocco dell’autore lo spunto per caricature deformanti, note grottesche e un marcato umorismo macabro. La narrazione è animata dagli incalzanti giochi di ingegno, vocaboli equivoci, frasi che sgorgano dal doppio senso di un termine. Un labirintico mondo di parole, dal quale Quevedo lancia il suo implacabile messaggio: nobili si nasce, non si diventa; chi cerca di sovvertire l’equilibrio sociale e di ascendere a un rango che non gli compete, si macchia di una colpa che merita di essere punita senza possibilità di appello.

Maria Rosso Gallo è professore ordinario di letteratura spagnola presso la Facoltà di lingue dell’Università di Cagliari. Si è occupata soprattutto della poesia dei Secoli d’Oro, della Generazione del 27, della narrativa di fine Ottocento e dei paesaggi letterari ispanici. Ha pubblicato, tra l’altro, un’edizione critica delle opere di Garcilaso de la Vega (Real Academia Española, Madrid 1990), uno studio su Luis Cernuda (La voce, l’eco, il silenzio, Torino 1994) e un saggio sul mondo narrativo di Clarín (El narrador y el personaje, Alessandria 2001).

Aldo Ruffinatto è professore ordinario di letteratura spagnola presso la Facoltà di lettere dell’Università ìdi Torino. Si è occupato, tra l’altro, di ecdotica (edizione critica della Vida de Santo Domingo de Silos di Gonzalo de Berceo, Logroño 1978, Madrid 1992; edizione critica della Vida de Lazarillo de Tormes, Madrid 2001), di filologia e linguistica spagnola medievale, del romanzo picaresco (Struttura e significazione del "Lazarillo de Tormes", 2 voll., Torino 1975-77; Las dos caras del Lazarillo, Madrid 2000), del teatro di Cervantes e di Lope de Vega, del Chisciotte e della dimensione italiana di Cervantes (Cervantes. Un profilo su smalti italiani, Roma 2002) e di semiologia applicata ai testi ispanici (Sobre textos y mundos, Murcia 1989). Per la Letteratura universale Marsilio ha curato Le avventure di Persiles e Sigismonda di Cervantes (1996).


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informazioni


pp. 384, 4° ed.
Euro 19,00
2001
isbn: 978-88-317-6926-6


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