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Corpus Domini

Corpus Domini

Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima

pp. 224, 1° ed.
978-88-297-1395-0
Il catalogo e la mostra (Palazzo Reale, Milano, 27 ottobre 2021 – 30 gennaio 2022), nati originariamentedal dialogo della curatrice Francesca Alfano Miglietti con la storica dell’arte e critica militante Lea Vergine, offrono una riflessione sull’insorgere nella contemporaneità di nuove forme di rappresentazione, ponendo l’attenzione sullo storico passaggio dal corpo vivo protagonista della Body Art al corpo rifatto dell’Iperrealismo, riflettendo sul mutamento dei canoni estetici della rappresentazione e sulla potente evocazione dell’individuo mediante i suoi resti, le sue tracce, i suoi rivestimenti. 

Il titolo si riferisce alla scomparsa del ‘corpo vero’ a favore del ‘corpo dello spettacolo’. Da un Corpo Glorioso – il corpo della consapevolezza, della ribellione, dell’alterità – al Corpo del Contemporaneo, inteso nella sua declinazione di corpo della società dello spettacolo e nelle sue forme più poetiche: il corpo dell’esodo, del lavoro, della moltitudine silenziosa. Ecco dunque corpi perfetti, modificati, ripensati, prodotti e riprodotti ed essenzialmente finti da un lato; dall’altro, corpi reali ma imperfetti, non rispondenti ai canoni estetici in vigore che, privati dell’accesso all’immagine, divengono invisibili. Attraverso installazioni, sculture, disegni, videoinstallazioni e fotografie, il lettore si immergerà in un percorso poliedrico, composto da 111 opere di 34 artisti riconosciuti a livello internazionale – alcune delle quali vere icone del contemporaneo, esposte per la prima volta in Italia, per raccontare la molteplicità della rappresentazione dell’essere umano. Dalle opere di iperrealisti storici, quali Duane Hanson, John DeAndrea e Carole A. Feuerman, artisti che hanno indagato l’iperrealtà della rappresentazione dell’essere contemporaneo, si approda ad altre tipologie narrative, dove il corpo è evocato più che rappresentato. Nei lavori di Christian Boltanski, scomparso di recente, Ibrahim Mahama, Chiharu Shiota, Dayanita Singh, Charles LeDray, il corpo sembra essere svanito lasciando solo le tracce del suo esserci stato. I frammenti del corpo, e la sua mutazione, così come le mutevoli condizioni sociali, sono presenti nelle opere di Oscar Muñoz, AES+F, Yael Bartana, Alfredo Jarr, Janine Antoni, Robert Gober, Andres Serrano, Robert Longo, Michel Rovner, Franko B.
Nel catalogo l’analisi e i possibili significati del corpo sono affrontati da punti di vista e angolazioni eterogenei, con i saggi di Francesca Alfano Miglietti, Vincenzo Argentieri, Franco Berardi “Bifo”, Furio Colombo, Francesca Giacomelli, Gianfranco Ravasi, Massimo Recalcati, Chiara Spangaro, Gino Strada e Moreno Zani.