La voce dei sommersi
Manoscritti ritrovati di membri del Sonderkommando di Auschwitza cura di Carlo Saletti
Questo libro sfata il mito tragico del silenzio degli innocenti e la convinzione ancor più radicata che i "corvi neri" dei crematori fossero ebrei che avevano deciso di collaborare con i nazisti per distruggere i loro fratelli, rende la parola ai "sommersi", fa sentire la loro voce di testimoni integrali. Essi hanno scritto con la precisa consapevolezza di essere i soli cronisti che avrebbero potuto rendere conto dellorrore, là dove lorrore era assoluto.
Nel corso di alcuni mesi, a volte anni, qualche centinaio di prigionieri ebrei, deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, visse più di ogni altro lesperienza della prossimità con lepicentro della catastrofe. Erano i membri del cosiddetto Sonderkommando, la squadra speciale addetta alle operazioni di sterminio degli ebrei nelle camere a gas e al "trattamento" dei cadaveri nei crematori di Birkenau. La maggior parte di questi uomini venne uccisa dalle ss del campo; solo qualche decina riuscì fortunosamente a sopravvivere e a testimoniare dopo la guerra. Segregati tra i segregati, assistettero giorno dopo giorno alla distruzione del proprio popolo. Tra il 20 e il 26 gennaio 1945, ad Auschwitz le ultime ss fecero saltare in aria quanto rimaneva dei crematori e delle camere a gas. Sotto le macerie, tra le ceneri, rimasero nascoste le annotazioni che alcuni membri del Sonderkommando avevano preso durante la prigionia, scritte, a volte, con il proprio sangue. Sepolti nei pressi dei crematori del lager di sterminio di Auschwitz-Birkenau, questi sei manoscritti raccontano linferno, il dolore e la morte, ma anche la speranza di vita e lanelito di rivolta di coloro che erano destinati a scomparire nel nulla perché ebrei o zingari o politici antinazisti. Per la prima volta la voce del testimone porta il lettore nei sotterranei dei crematori, nelle celle della morte, tra i cristalli dello Ziklon B, il veleno tremendo che veniva usato nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau.
"In condizioni estreme ogni pezzo di carta diviene sacro. Più la distruzione è vasta, più le tracce scritte divengono sacre". E reclamano di essere conosciute. Un libro evento, che aggiunge nuova conoscenza alle ragioni e alle dinamiche della macchina dello sterminio nazista. David Roskies
Carlo Saletti (1956) si occupa delle memorie delluniverso concentrazionario. Ha curato Il racconto della catastrofe. Il cinema di fronte ad Auschwitz (1998) ed è tra i collaboratori del Dizionario geografico e storico della resistenza, in corso di pubblicazione.
Franciszek Piper è uno dei maggiori studiosi di storia del campo di concentramento di Auschwitz.
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