19 aprile 2018Come un giovane uomo, esordio nella narrativa di Carlo Carabba edito da Marsilio è tra i candidati dell’edizione 2018 del Premio Strega, come annunciato oggi in conferenza stampa dal Comitato direttivo del Premio. Così si era espresso Edoardo Nesi, che ne aveva proposto la candidatura a marzo:  «Mi è parsa un’opera notevole, poiché con tenerezza e stupore Carabba riesce a raccontare compiutamente e lucidamente del suo personaggio, che soffre sia della nostalgia lancinante della giovinezza, sia dello sconcerto del dover e poter restare in vita nonostante la morte di chi più gli era vicino. Confido questo romanzo d’esordio possa suscitare nel comitato direttivo lo stesso interesse che ha suscitato in me».
 
Come un giovane uomo, il memoir acclamato dalla critica con il quale Carlo Carabba ha esordito a marzo nella narrativa Marsilio, è un’intensa riflessione sul dolore che accompagna il passaggio all’età adulta. Sono due le coincidenze da cui muove la storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte. Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri.
 
Hanno detto del libro:
 
“Un viaggio nella memoria che la presenza aleggiante di Proust autorizza e benedice”. Ida Bozzi, Corriere della sera
 
“Se non fosse un paragone extraterrestre si potrebbe parlare di un Proust in erba”. Laura Pezzino, Vanity Fair
 
“Un romanzo d’esordio impressionante che si può leggere alla Proust e alla Conrad. In entrambi i casi il romanzo regge il peso schiacciante ed enorme di questi modelli”. Antonio D’Orrico, 7 – Sette
 
“Tra i romanzi più originali e sapientemente letterari di questa stagione. Un trascinante racconto di formazione”. Mirella Serri, Tuttolibri de La Stampa
 
Un intenso memoir generazionale”. Angelo Carotenuto, la Repubblica
 
“La vita e la morte abbracciate nella neve che si fa fredda Madeleine”. Giuseppe Fantasia, Il foglio
 
Un libro immersivo. Unviaggio verso il passaggio all'età adulta con le scelte che comporta”. Mauretta Capuano, Ansa
 
Carlo Carabba è nato a Roma nel 1980. Dopo aver frequentato un dottorato in Storia della filosofia moderna alla Sapienza, ha ricoperto, per alcuni anni, il ruolo di coordinatore della rivista “Nuovi Argomenti”, e attualmente lavora per Mondadori. Ha pubblicato brevi testi critici su vari filosofi (tra cui S. Bernardo di Chiaravalle, Giambattista Vico e Thomas Hobbes), la monografia La prima traduzione francese del “Novum Organum” (Olschki, 2011) e le raccolte di poesia Gli anni della pioggia (peQuod, 2008, premio Mondello per l’Opera Prima, finalista Premio Frascati) e Canti dell’abbandono (Mondadori, 2011, Premio Carducci e Premio Palmi). Un suo racconto è incluso nell’antologia “best off” Ogni maledetta domenica (a cura di Alessandro Leogrande, minimum fax, 2010). Suoi articoli sono apparsi su diverse testate giornalistiche, tra cui Il Venerdì di Repubblica, Il Riformista e La Lettura del Corriere della Sera.