L'architetto: ruolo, volto, mito

L'architetto: ruolo, volto, mito


pp. 344 con 200 ill. b/n, 1° ed.
978-88-317-9897-6
Il primo nome di architetto inciso sulla pietra, per essere ricordato per sempre, è Imhotep, progettista della piramide a gradoni di Saqquara. Non conosciamo con certezza l'aspetto di Apollodoro di Damasco, che forse appare alle spalle dell'imperatore nei rilievi della colonna Traiana. Il vero volto di Filippo Brunelleschi lo conosciamo invece grazie alla sua impressionante maschera funebre. Anton Pilgram ha eternato il proprio volto fra gli elementi architettonici della cattedrale di Vienna. Giulio Romano si fa ritrarre da Tiziano con in mano il progetto per una chiesa a pianta centrale. Giambattista Piranesi preferisce l'immagine surreale di statua vivente, con le braccia troncate al modo della medaglia di Donato Bramante. Gli occhiali tondi di Le Corbusier sono migrati sul viso di Philip Johnson. Da Senenmut a Frank Gehry, è sorprendente osservare la continuità con cui il mestiere dell'architetto ha attraversato i millenni, in termini di relazione con il committente e con le maestranze, o di tecniche di progettazione e strumenti per il disegno, solo recentemente trasformati dall'uso del computer. Ne emerge una lettura di "lunga durata" del ruolo e dell'immagine dell'architetto, e dei suoi miti, che ha inizio nel mondo antico - egizio, mesopotamico, greco e romano - per proseguire nel medioevo occidentale e giungere sino a noi, con una riflessione sul presente di una professione millenaria.