Karma Kosher

I giovani israeliani tra guerra, pace, politica e rock'n'roll
prefazione di

pp. 176, 1° ed.
978-88-317-9681-1

Gli anni del processo di pace, dalle grandi manifestazioni 
di piazza al suo declino, raccontati dal punto di vista 
dei giovani israeliani

Per alcuni Israele è un ideale, un modello astratto su cui proiettare sogni e aspirazioni. Per altri è l’incarnazione di tutto quello che di peggio esiste nella cultura occidentale: violenza, arroganza, imperialismo. Fraintendere Israele è facile. Ma tentare di cavarsela dicendo che “Israele è un paese come molti altri”  sarebbe ipocrita, perché di “normale” Israele non ha davvero nulla: è una gabbia di matti, un paese meraviglioso e affascinante, durissimo e schizofrenico, ma soprattutto una nazione con una disperata voglia di vivere e di sopravvivere.
Scrivere di Israele senza scrivere di politica non avrebbe senso, perché lì il pubblico diventa quasi sempre privato. Ma scrivere di Israele riducendolo solo a un simbolo politico non renderebbe giustizia a questa nazione unica. Avere la pretesa di raccontare in un solo libro Israele in tutta la sua storia e in tutte le sue sfaccettature, poi, sarebbe impossibile.
Così questo libro ha l’unica pretesa di raccontare Israele così com’è stato negli ultimi quindici anni e lo fa da un’angolazione molto particolare, dal punto di vista della “generazione Libano”, o “generazione Rabin”: ovvero i giovani israeliani, con un background laico e progressista, che erano adolescenti negli anni Novanta. «Karma Kosher» è il loro mondo, sospeso tra la dura realtà del conflitto, la speranza di cambiarla e il desiderio di evadere. Ogni anno migliaia di ragazzi vanno in India, inseguendo cannabis a buon mercato e spiritualità spicciola nella costante ricerca di una valvola di sfogo.
Anna Momigliano racconta i loro sogni, le loro guerre, le loro vittorie e le loro sconfitte, senza però perdere mai di vista quello che accade nel resto del paese. Si sofferma sul movimento pacifista israeliano, dagli anni delle grandi manifestazioni di piazza al suo declino, passando per refusenik e rockstar ribelli. Ma dà anche molto spazio alla cultura popolare israeliana spesso ignorata in Italia ma che offre un’importante finestra sul “pianeta Israele”.
Gli anni del processo di pace, dalle grandi manifestazioni di piazza al suo declino, raccontati dal punto di vista dei giovani israeliani.

Autore

è nata a Milano nel 1980. Ha studiato in Israele, dove ha ricevuto la Bagrut (Rothberg 1999), e negli Stati Uniti, dove si è laureata in antropologia (University of Pennsylvania 2002). Scrive di esteri su «Economy» e il «Riformista», collabora con Radio Radicale.Nel 2007 le sue corrispondenze dal Medio Oriente le sono valse il premio giornalistico «Colombe d’Oro per la pace». Adesso scrive da Milano, dove vive con il marito, per il quotidiano americano «Christian Science Monitor». Però torna in Israele ogni volta che può. È un po’ nostalgica degli anni Novanta: sarà per questo che è una grande fan del movimento pacifista israeliano e della musica grunge.