Canna da zucchero


pp. 208, 1° ed.
978-88-317-9676-7

Canna da zucchero è il sapore fermentato e dolciastro del sesso. Quel sapore che Rosa si porta addosso tutta la vita. A vent'anni, quando s'innamora di Sandra e vive la rottura tra la propria educazione fatta dei ritmi ancestrali e rassicuranti della terra, e quello che sta diventando, così lontano dalle origini. A trent'anni, quando fugge in cerca di un'altra patria e di un altro clima e, a Cuba, sulla pelle caffelatte di Awari rimette tutto in gioco, come se lontano dal caos sterile delle città assordanti ci fosse il mito, intatto, della libertà. A quaranta, quando Rosa è matura nella bellezza e nei sensi e si imbatte in Leo, l'unico uomo improbabile e crepuscolare che dà una risposta, provvisoria e lacerata, alla sua ricerca. L'uomo che è sensualità, instabilità e, soprattutto, femminilità. Sullo sfondo di un'Italia di provincia che non sembra concedere vie di fuga, Canna da zucchero è il desiderio ossessivo dell'assenza di ogni vincolo. Ma anche la ricerca caotica, faticosa e a volte ingombrante di una identità. 

Carla Menaldo (1966), giornalista e scrittrice, vive e lavora a Padova. Ha pubblicato la raccolta di racconti L’unica cosa davvero (Cleup 2004). Un suo testo teatrale compare nella raccolta Lei. Cinque storie per Casanova (Marsilio 2008).

Autore

(1966), giornalista e scrittrice, è responsabile dell’ufficio stampa dell’Università di Padova. Collabora con riviste e siti internet dedicati all’informazione della scienza e tiene conferenze e seminari sulla comunicazione pubblica, sul ruolo dei media e sulla lingua usata nella divulgazione scientifica. Ha pubblicato la raccolta L’unica cosa davvero (Cleup 2004). Un suo testo teatrale compare nella raccolta Lei. Cinque storie per Casanova (Marsilio 2008).