Società e burocrazie in Italia

Per una storia sociale dell'amministrazione pubblica

pp. 256, 1° ed.
978-88-317-9655-2
Perché le pubbliche amministrazioni italiane funzionano in modo poco soddisfacente? Perché la qualità media dei servizi pubblici nel nostro Paese è scadente? Perché è opinione diffusa che i pubblici dipendenti lavorino poco, rappresentando una sorta di palla al piede per la collettività? Domande che ricorrono quasi ossessivamente nella pubblicistica nazionale e che sono il riflesso di un problema chiave: la competitività di un paese dipende, in misura consistente, dalle prestazioni delle organizzazioni pubbliche e dei pubblici servizi.

Per provare a fornire qualche risposta a queste domande, gli autori del volume partono dalla storia - dagli esordi dello Stato nazionale - per approdare ai problemi dell’oggi dimostrando come le vicende delle amministrazioni pubbliche evidenzino l’esistenza di una costante contrapposizione tra innovatori e conservatori e ripercorrendo alcuni problemi chiave del funzionamento del sistema pubblico: l’insufficiente produttività della burocrazia, collegata all’espansione degli addetti; il costo crescente della spesa al quale non è corrisposto quasi mai un adeguato miglioramento dei servizi; i danni derivanti dalla pesante ingerenza della politica nella gestione dell’attività delle amministrazioni; l’uso dell’impiego nelle amministrazioni pubbliche come merce di scambio del consenso politico; la distanza tra cittadini e amministrazioni.
Ne esce un quadro frastagliato dal quale emerge come - nonostante il sistema pubblico sia cambiato, specialmente negli ultimi due decenni, in misura consistente - il livello delle prestazioni sia tuttora inadeguato rispetto alle richieste e alle esigenze dei cittadini. Il che fa emergere come la qualità delle amministrazioni sia il problema politico per eccellenza.

Stefano Sepe è docente stabile presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e titolare dell’insegnamento di storia dell’amministrazione italiana presso la Facoltà di scienze politiche della LUISS «Guido Carli» di Roma. Tra i suoi volumi più recenti I prefetti in età repubblicana. 1946-2002 (Il Mulino 2007) e Stato Legale e Stato reale. Innovare la pubblica amministrazione per rimanere in Europa (Il Sole 24 Ore Libri 2007).

Ersilia Crobe, laureata in scienze politiche, collabora con la cattedra di storia dell’amministrazione italiana presso la LUISS «Guido Carli» e con le cattedre di storia delle istituzioni e di sistemi politici e amministrativi della Facoltà di giurisprudenza dell’Università Telematica Telma di Roma.

La collana è promossa e sostenuta dal Consiglio italiano per le Scienze Sociali.

 

Autori

è docente stabile presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e titolare dell’insegnamento di storia dell’amministrazione italiana presso la Facoltà di scienze politiche della LUISS «Guido Carli» di Roma. Tra i suoi volumi più recenti I prefetti in età repubblicana. 1946-2002 (Il Mulino 2007) e Stato Legale e Stato reale. Innovare la pubblica amministrazione per rimanere in Europa (Il Sole 24 Ore Libri 2007).
, laureata in scienze politiche, collabora con la cattedra di storia dell’amministrazione italiana presso la LUISS «Guido Carli» e con le cattedre di storia delle istituzioni e di sistemi politici e amministrativi della Facoltà di giurisprudenza dell’Università Telematica Telma di Roma.