Canaletto

Venezia e i suoi splendori

pp. 344 con 130 ill a col e 90 b/n, 1° ed.
978-88-317-9558-6
Un centinaio i capolavori di Canaletto per scoprire i segreti del vedutismo e rivivere i fasti della Serenissima provenienti dai più celebri musei del mondo

A oltre quarant’anni dalla memorabile retrospettiva I vedutisti veneziani del Settecento, allestita a Venezia a Palazzo Ducale, viene presentata una straordinaria panoramica su uno dei fenomeni artistici più spettacolari del settecento: la veduta veneziana.
Canaletto è l’assoluto protagonista. La straordinaria attenzione per i valori luminosi, cui si associa la naturale capacità di dilatare gli spazi, conferendo all’acqua l’incontrastato dominio della scena, lo rendono l’interprete per eccellenza del vedutismo.
Con inimitabile estro creativo, nell’arco della sua carriera, inventa alcune fortunatissime inquadrature destinate a evocare l’immagine di Venezia nei secoli a venire come il Ponte di Rialto, la Riva degli Schiavoni, i vari scorci del Canal Grande, la Piazza e il Molo di San Marco.
L’intera vicenda artistica di Canaletto si snoda attraverso le opere di qualità eccezionale raccolte in questo catalogo. Accanto al grande maestro saranno presenti tutti i protagonisti del vedutismo.
A partire dalle prime vedute “scientifiche” di Gaspar Van Wittel, si succederanno gli artisti che anno fatto la storia di un genere: Luca Carlevarijs, Michele Marieschi, Bernardo Bellotto, Francesco Guardi. Pochi ma selezionati dipinti documenteranno la problematica produzione dei cosiddetti “minori”: Francesco Albotto, Pietro Bellotti, Bernardo Canal, Giovanni Battista Cimaroli, Jacopo Fabris, Antonio Joli, il maestro della Langmatt, Johann Richter, Antonio Stom, Francesco Tironi.
Sarà Francesco Guardi a chiudere il percorso. Alle vedute di Venezia egli affianca quelle della laguna, ampliando gli orizzonti del vedutismo veneziano fino a dissolverlo nelle vaste distese d’acqua e di cielo.

Giuseppe Pavanello è attualmente direttore dell’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e socio effettivo dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, presso il quale organizza le «Settimane di Storia dell’arte veneta», promosse in collaborazione con l’École du Louvre di Parigi, e cura, assieme a Francesco Valcanover, la collana «Studi di Arte Veneta». Fa parte del Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova, dell’Istituto di ricerca su Canova e il neoclassicismo di Bassano, del Consiglio scientifico della Fondazione Canova di Possagno, dove dirige il Centro Studi Canoviani.
Presso l’Università di Trieste è responsabile della ricerca «Opere d’arte veneta in Istria e Dalmazia» e dirige la rivista dell’Università triestina «Arte in Friuli Arte a Trieste»; è componente del comitato scientifico di «Neoclassico», rivista promossa dalla Biblioteca Civica di Trieste. Presso la Fondazione Cini, inoltre, è responsabile della direzione delle riviste «Arte Veneta» e «Saggi e Memorie di Storia dell'arte».